Skip to content

Propositura di Santa Croce, Greve in Chianti

Scopri Propositura di Santa Croce, Greve in Chianti

Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026
/10
Valutazione complessiva
/10
traveler ratings
Valuta

Introduzione

La propositura di Santa Croce è il principale luogo di culto cattolico di Greve in Chianti, nella città metropolitana di Firenze e nella diocesi di Fiesole. Si trova al culmine della piazza principale di Greve, su uno dei vertici del triangolo.

Sul luogo di una piccola cappella la cui costruzione fu autorizzata dal vescovo di Fiesole Fuligno Carboni, la prepositura è stata ricostruita in forme neorinascimentali fra il 1833 e il 1835, su progetto di Luigi de Cambray-Digny, che riflette il gusto del classicismo della Restaurazione.

È un edificio a tre navate con soffitto a cassettoni, concluso da un'abside semicircolare. All'interno presenta forme ispirate all'architettura rinascimentale fiorentina, con pianta a croce latina e aula suddivisa in tre navate da pilastri.

Il suo interesse sta meno nell'architettura che nella raccolta: opere portate qui da chiese di tutto il comune, e una tolta dalla piazza immediatamente fuori.

Architettura

L'edificio è neorinascimentale fuori e di ispirazione rinascimentale fiorentina dentro, e in entrambi i casi si tratta di citazione deliberata e non di sopravvivenza: fu costruito negli anni Trenta dell'Ottocento.

La facciata è neoclassica: porticato a tre arcate, cornicione decorato con ghirlande che fa da basamento al timpano, rosone nel timpano e due nicchie laterali con San Francesco e San Giovanni Battista.

La pianta è a croce latina, l'aula suddivisa in tre navate da pilastri, con soffitto a cassettoni e abside semicircolare.

Luigi de Cambray-Digny la progettò nel gusto del classicismo della Restaurazione: uno stile che scavalca all'indietro gli anni napoleonici per guardare al Quattrocento fiorentino, che è esattamente quel che un committente della Restaurazione desiderava.

L'unica asimmetria è la torre, rialzata di una cella nel 1913 e perciò più alta di quanto Cambray-Digny avesse previsto.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

La sequenza è breve, perché l'edificio attuale è una sola campagna.

Prima venne una piccola cappella, autorizzata dal vescovo di Fiesole Fuligno Carboni.

Poi la ricostruzione del 1833-1835, che la sostituì invece di ampliarla, sul progetto neorinascimentale di Luigi de Cambray-Digny.

Poi il 1913, quando la torre guadagnò una cella e quattro campane di Terzo Rafanelli.

E poi, di continuo, l'arredo venuto da altrove. È questa la parte che conta. L'affresco è entrato dalla piazza, il trittico da Convertoie, il Crocifisso da Montefioralle. Una chiesa finita nel 1835 conserva un tabernacolo trecentesco e un Crocifisso spagnolo di primo Quattrocento perché la parrocchia ha concentrato quel che le chiese minori del comune non potevano più tenere.

Domande frequenti

È la Santa Croce famosa? No. La basilica di Firenze è un altro edificio; questa è la parrocchiale di Greve in Chianti, nella diocesi di Fiesole.

Quanto è antica? La chiesa attuale è stata ricostruita fra il 1833 e il 1835 da Luigi de Cambray-Digny, sul luogo di una piccola cappella autorizzata dal vescovo di Fiesole Fuligno Carboni.

Perché le opere sono più antiche dell'edificio? Perché quasi tutte sono state portate qui. L'affresco veniva da un tabernacolo sotto le logge della piazza, il trittico da San Silvestro a Convertoie, il Crocifisso dalla pieve di San Cresci a Montefioralle.

Chi ha intagliato il Crocifisso? Un anonimo scultore spagnolo dei primi del XV secolo, per attribuzione. Le fonti che lo dicono trecentesco seguono la voce sul paese e non quella su questa chiesa.

Che cosa c'è in facciata? Un porticato a tre arcate, un cornicione a ghirlande, un rosone nel timpano e nicchie con San Francesco e San Giovanni Battista.

Quante campane? Quattro, del pistoiese Terzo Rafanelli, nella cella aggiunta nel 1913, con un sonello sotto.

Si paga l'ingresso? Non risulta alcun biglietto. È una parrocchiale viva.

Guarda Propositura di Santa Croce, Greve in Chianti attraverso le foto dei viaggiatori →