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Propositura di Santa Croce, Greve in Chianti

Propositura di Santa Croce, Greve in Chianti caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026
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Propositura di Santa Croce, Greve in Chianti site plan

La chiesa

La facciata è di forme neoclassiche. Mostra un porticato a tre arcate sovrastato da un cornicione decorato con ghirlande, che fa da basamento al timpano. Il timpano è decorato con un rosone, e ai lati stanno due nicchie con le statue di San Francesco e di San Giovanni Battista.

La torre campanaria era in origine più bassa. Venne rialzata di una cella nel 1913, e in quella cella sono oggi presenti quattro campane realizzate dal pistoiese Terzo Rafanelli. Nella cella sottostante c'è anche un sonello.

Dentro, sulla parete destra, circa a metà navata: un tabernacolo trecentesco decorato con un affresco che riproduce la Madonna col Bambino, attribuito al Maestro di Greve. In origine si trovava inserito in un tabernacolo posto sotto le logge della piazza di Greve, il mercatale fuori dalla porta.

Nella cappella a destra dell'altare maggiore: il trittico raffigurante la Madonna e santi di Bicci di Lorenzo, proveniente dalla chiesa di San Silvestro a Convertoie.

Nella cappella maggiore: un Crocifisso ligneo attribuito a un anonimo scultore spagnolo dei primi del XV secolo, in origine nella pieve di San Cresci a Montefioralle.

Nella cappella a sinistra dell'altare maggiore: il Ciborio in terracotta invetriata attribuito a Santi Buglioni. Lungo la parete di sinistra, una piccola tavola del XIV secolo con l'Annunciazione attribuita a Giovanni dal Ponte.

Agli altari della navata sinistra: al primo, una riproduzione della Madonna del Conforto, terracotta invetriata venerata ad Arezzo a partire dal 1796, il cui culto si diffuse fino alla zona di Greve; all'ultimo, un altorilievo in gesso smaltato con la Sacra Famiglia, opera di Pio Fedi.

Punti salienti

L'affresco del Maestro di Greve, e dove stava

Un tabernacolo trecentesco con una Madonna col Bambino attribuita al Maestro di Greve. Stava sotto le logge della piazza, fuori: arte di strada in senso letterale, portata al coperto.

Il Crocifisso da Montefioralle

Ligneo, attribuito a un anonimo scultore spagnolo dei primi del XV secolo, in origine nella pieve di San Cresci a Montefioralle. Un intaglio spagnolo in una parrocchiale del Chianti, passando per una pieve romanica sulla collina sopra.

Il trittico di Bicci di Lorenzo

La Madonna e santi, nella cappella a destra dell'altare maggiore, portata dalla chiesa di San Silvestro a Convertoie.

Il ciborio di Santi Buglioni

In terracotta invetriata, nella cappella a sinistra dell'altare maggiore: la tradizione robbiana a un passo di distanza.

L'Annunciazione di Giovanni dal Ponte

Una piccola tavola del XIV secolo lungo la parete sinistra.

La Madonna del Conforto

Riproduzione della terracotta invetriata venerata ad Arezzo dal 1796, al primo altare della navata sinistra: la prova che un culto aretino arrivò fino al Chianti.

La Sacra Famiglia di Pio Fedi

Un altorilievo in gesso smaltato all'ultimo altare della navata sinistra, dello scultore più noto per il Ratto di Polissena a Firenze.

La cella campanaria del 1913

La torre fu rialzata di una cella nel 1913, che porta oggi quattro campane di Terzo Rafanelli di Pistoia, con un sonello nella cella sottostante.