
Terme di Caracalla
Scopri Terme di Caracalla
Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026Panoramica
Le Terme di Caracalla furono il secondo complesso termale pubblico di Roma dopo le Terme di Diocleziano, costruite nella parte meridionale della città su tre terrazze digradanti e alimentate dall’acquedotto Antoniniano, realizzato appositamente per servirle.
Furono iniziate sotto Settimio Severo e inaugurate dal figlio Caracalla nel 216 d.C. — costruite, cosa notevole, in circa cinque anni — anche se il cantiere proseguì dopo la morte di Caracalla nel 217 e fu concluso con gli ultimi imperatori della dinastia, Elagabalo e Alessandro Severo. Il complesso copriva circa 25 ettari, misurava 337 per 328 metri e consumò diversi milioni di mattoni.
L’impianto è quello classico delle grandi terme imperiali: un vasto recinto rettangolare attorno a un blocco centrale. Nel recinto stavano due biblioteche simmetriche a sud, le latrine sui lati est e ovest e le cisterne, e vi si passeggiava, si meditava e si studiava. Il blocco centrale si sviluppa su un unico asse — calidarium, tepidarium, frigidarium e natatio, quest’ultima l’unico ambiente scoperto — con due grandi palestre e gli spogliatoi ai lati, e sopra le palestre un piano superiore per altre attività, fra cui depilazione e massaggi.
Funzionarono per tre secoli e si fermarono in un’occasione precisa: nel 537 d.C., durante la guerra greco-gotica, Vitige, re dei Goti, tagliò gli acquedotti nel corso dell’assedio di Roma. Le terme non funzionarono mai più — e poiché nessuna città successiva vi fu costruita sopra, ciò che resta è uno degli edifici imperiali più completi che esistano.
Introduzione
Le Terme di Caracalla furono il secondo complesso termale pubblico di Roma dopo le Terme di Diocleziano, costruite nella parte meridionale della città su tre terrazze digradanti e alimentate dall’acquedotto Antoniniano, realizzato appositamente per servirle.
Furono iniziate sotto Settimio Severo e inaugurate dal figlio Caracalla nel 216 d.C. — costruite, cosa notevole, in circa cinque anni — anche se il cantiere proseguì dopo la morte di Caracalla nel 217 e fu concluso con gli ultimi imperatori della dinastia, Elagabalo e Alessandro Severo. Il complesso copriva circa 25 ettari, misurava 337 per 328 metri e consumò diversi milioni di mattoni.
L’impianto è quello classico delle grandi terme imperiali: un vasto recinto rettangolare attorno a un blocco centrale. Nel recinto stavano due biblioteche simmetriche a sud, le latrine sui lati est e ovest e le cisterne, e vi si passeggiava, si meditava e si studiava. Il blocco centrale si sviluppa su un unico asse — calidarium, tepidarium, frigidarium e natatio, quest’ultima l’unico ambiente scoperto — con due grandi palestre e gli spogliatoi ai lati, e sopra le palestre un piano superiore per altre attività, fra cui depilazione e massaggi.
Funzionarono per tre secoli e si fermarono in un’occasione precisa: nel 537 d.C., durante la guerra greco-gotica, Vitige, re dei Goti, tagliò gli acquedotti nel corso dell’assedio di Roma. Le terme non funzionarono mai più — e poiché nessuna città successiva vi fu costruita sopra, ciò che resta è uno degli edifici imperiali più completi che esistano.
Architettura
L’impianto è quello da manuale delle grandi terme imperiali, alla scala maggiore tranne una. Un vasto recinto rettangolare, 337 per 328 metri, avvolge un blocco centrale isolato. Il recinto non è spazio vuoto: due biblioteche simmetriche stanno all’estremità sud, le latrine sui lati est e ovest, le cisterne sul retro. Qui si passeggiava, ci si sedeva, si leggeva e si conversava: il bagno era solo una parte di ciò per cui l’edificio esisteva.
Il blocco centrale è su un solo asse, e saperlo rende leggibile la rovina. In sequenza: calidarium, tepidarium, frigidarium e natatio, quest’ultima l’unico ambiente aperto al cielo. Ai lati est e ovest, simmetriche, due grandi palestre e gli spogliatoi, e sopra le palestre un piano superiore destinato ad altre attività, fra cui depilazione e massaggi. Gli accessi principali erano sul fronte nord, sopra una fila di tabernae che si aprivano sulla Via Nova.
Il vero soggetto è l’ingegneria, ed è sotto. Sotto il complesso si conservano circa due chilometri di gallerie: un dedalo carrozzabile con i depositi di legname, l’impianto di riscaldamento fatto di forni e caldaie, un impianto idrico e un mulino. Lo facevano funzionare centinaia di schiavi e operai specializzati. L’edificio sopra è ciò che il visitatore vede; quello sotto è ciò che lo faceva funzionare.
La sua influenza è sopravvissuta al mondo romano di quindici secoli. L’architettura del frigidarium fu copiata direttamente nelle sale principali della vecchia Pennsylvania Station di New York, della Chicago Union Station e del Senate of Canada Building, e il complesso ispirò prima di allora le Terme di Diocleziano e la Basilica di Massenzio.
Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo
Prima dell’edificio fu fatto il terreno. L’area meridionale, già parte di una vasta tenuta di giardini detta horti Asiniani, dovette essere trasformata in tre terrazze digradanti, il che significò asportare o spianare parte dei colli vicini e movimentare una quantità notevole di terra. Seguirono diversi milioni di mattoni. I Severi costruirono la Via Nova per raggiungere il sito, e l’acquedotto Antoniniano — diramazione della più antica Aqua Marcia — fu realizzato appositamente per alimentarlo. Un complesso termale è una macchina idraulica prima che un edificio, e l’acquedotto faceva parte del progetto, non era un ripensamento.
Poi fu tirato su in circa cinque anni. La costruzione fu probabilmente avviata da Settimio Severo attorno al 212 d.C. e l’edificio fu inaugurato da Caracalla nel 216. Per 25 ettari di muratura voltata è una rapidità straordinaria, e si vede nella coerenza della fabbrica: è una campagna sola, non un’accumulazione.
Il cantiere sopravvisse al committente. Caracalla morì nel 217 e i lavori proseguirono, conclusi dagli ultimi imperatori della dinastia, Elagabalo e Alessandro Severo. L’edificio fu poi restaurato più volte, soprattutto sotto Costantino: ecco come un impianto del III secolo serviva ancora migliaia di persone nel V.
A ucciderlo fu un taglio di approvvigionamento, non il degrado. Nel 537 d.C., durante la guerra greco-gotica, Vitige tagliò gli acquedotti mentre assediava Roma. Tutto ciò che stava fuori terra era intatto; l’acqua non c’era più, e un complesso termale senza acqua è un salone vuoto. La distinzione conta per ciò che il visitatore vede: non sono muri caduti, sono muri abbandonati.
A conservarli è stata l’assenza di una seconda città. L’ente gestore lo dice chiaramente: le terme sono fra gli edifici imperiali meglio conservati dell’antichità perché non interessate da costruzioni successive. Roma ha costruito sopra quasi tutto il resto. Gli scavi, quando arrivarono, furono ottocenteschi: il conte Egidio di Velo nel , i cui mosaici sono oggi ai Musei Vaticani; Luigi Canina nel frigidarium; Battista Guidi dal 1860 al 1867, con i restauri nel blocco centrale fra il 1866 e il 1869 che restituirono un torso di Ercole e colonne di porfido. Il Toro Farnese e l’Ercole Farnese erano usciti dalle rovine già prima. Molto di ciò che rendeva bello l’edificio è dunque in musei altrove, e quel che è qui è la struttura stessa.
La campagna più recente ha portato alla luce qualcosa di più antico delle terme. La Domus di Vigna Guidi, una casa sul lato sud-est anteriore al complesso, fu trovata da Giovan Battista Guidi fra il 1858 e il 1869, ricoperta, poi nuovamente scavata e studiata a partire dal . Dopo un importante restauro i suoi affreschi staccati sono tornati esposti nel e sono entrati nel percorso di visita.
Domande Frequenti
Le Terme di Caracalla sono aperte il lunedì? No. Chiuse tutti i lunedì, tutto l’anno.
A che ora chiudono? Dipende dalla stagione, e con essa l’ultimo ingresso: 16.30 dal 25 ottobre al 28 febbraio (ultimo ingresso 15.30); 17.30 dal 1° al 28 marzo (16.30); 19.15 dal 29 marzo al 31 agosto (18.00); 19.00 a settembre (18.00); 18.30 dal 1° al 24 ottobre (17.30).
Quanto costa? La Soprintendenza non pubblica alcuna tariffa e il portale ufficiale di biglietteria non espone prezzi nel codice della pagina, quindi non ne indichiamo uno. Verificate al totem in loco o sull’app Musei Italiani.
Conviene comprare un “salta fila”? No: qui non esiste. L’ente gestore dichiara che servizi aggiuntivi come visite guidate o salta fila non sono previsti in questo sito, e declina ogni responsabilità per acquisti fuori dal canale ufficiale.
Dove si compra il biglietto? Solo su museiitaliani.it, tramite l’app Musei Italiani, oppure alle casse e ai totem automatici in loco. I biglietti sono nominativi.
Quanto tempo ci vuole? Circa novanta minuti.
Perché ne resta in piedi così tanto? Perché non ci si è mai costruito sopra nulla. Il complesso è rimasto fuori dall’attività edilizia della città successiva, ed è per questo che è fra gli edifici imperiali meglio conservati dell’antichità.
Che cosa è successo? Nel 537, durante la guerra greco-gotica, Vitige, re dei Goti, tagliò gli acquedotti mentre assediava Roma. Senza acqua le terme non potevano funzionare, e non riaprirono più.
Si possono visitare i sotterranei? Si conservano circa due chilometri di gallerie di servizio, con l’impianto di riscaldamento e uno dei mitrei più grandi di Roma. L’accesso ai sotterranei non è sempre aperto: verificate in giornata.
Dove sono le statue? Il Toro Farnese e l’Ercole Farnese vengono da queste rovine, e i mosaici scavati nel 1824 sono ai Musei Vaticani.
C’è davvero una stagione d’opera? Sì. Il calidarium fu la sede estiva del Teatro dell’Opera di Roma dal 1937 al 1993, e dal 2001 la stagione usa un palco mobile temporaneo esterno alla struttura principale per non gravare sulle strutture antiche. Il primo concerto dei Tre Tenori si tenne qui nel 1990.
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