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Illustrazione stilizzata di Chiesa del Gesù in Roma - Goparoo

Chiesa del Gesù

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Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026
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Introduzione

La Chiesa del Gesù, ufficialmente Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, si trova in piazza del Gesù, nel rione Pigna. È la chiesa madre della Compagnia di Gesù.

La sua facciata è stata descritta come «la prima facciata davvero barocca», e la chiesa fu il modello di innumerevoli chiese gesuitiche in tutto il mondo, specialmente nell’Europa centrale e nelle colonie portoghesi. I dipinti della navata, della crociera e delle cappelle laterali divennero modelli per l’arte delle chiese gesuitiche in Italia e in Europa, e anche di altri ordini.

È una delle grandi chiese di predicazione del Seicento costruite nel centro storico di Roma dagli ordini della Controriforma: le altre sono Sant’Ignazio, San Carlo ai Catinari, Sant’Andrea della Valle e la Chiesa Nuova.

Fu concepita nel da sant’Ignazio di Loyola e fu la sede del Preposito generale della Compagnia fino alla soppressione dell’ordine nel . I gesuiti la riottennero in seguito, e il palazzo adiacente ospita oggi studiosi gesuiti che studiano all’Università Gregoriana.

Architettura

Il Gesù è una tesi su come debba funzionare una chiesa, costruita in pietra. Il Concilio di Trento disse poco di architettura, ma la sua spinta alla semplificazione indusse Carlo Borromeo a riformare la prassi costruttiva, e qui se ne vedono le tracce ovunque.

Non c’è nartece in cui attardarsi. Il visitatore è proiettato subito nel corpo della chiesa: una navata unica senza navate laterali, così che l’assemblea stia in un solo spazio e l’attenzione converga sull’altare maggiore. Al posto delle navate laterali corre una serie di cappelle identiche e comunicanti dietro aperture ad arco.

Fu costruita per essere ascoltata. La navata unica e la cupola all’incrocio con il transetto esistono perché l’assemblea possa udire distintamente le parole della predica. È una chiesa di predicazione, e tutto l’impianto serve a quello.

La facciata è quella che ha dato il via a tutto. Iniziata su progetto del Vignola e rivista da Giacomo della Porta, è stata definita la prima facciata davvero barocca. Gli storici confrontano la composizione equilibrata del Vignola su tre piani sovrapposti con la tensione dinamica di della Porta, tenuta insieme da forti elementi verticali: la versione scartata del Vignola sopravvive in un’incisione del , così il confronto si può fare davvero.

Il resto lo fanno le superfici. Rivestimenti marmorei policromi intarsiati e alleggeriti dalle dorature, volte a botte affrescate, e sculture in stucco bianco e marmo che escono dalla propria cornice tettonica.

La sua influenza fu strutturale, non stilistica. Il Gesù non eliminò la basilica tradizionale a navate, ma dopo il suo esempio le sperimentazioni barocche di pianta — ovale, a croce greca — restarono in gran parte confinate a chiese e cappelle minori.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

Michelangelo si offrì di farla gratis e non ebbe l’incarico. Su richiesta del cardinale spagnolo Bartolomeo de la Cueva si offrì, per devozione, di progettare la chiesa gratuitamente. Il denaro venne invece dal cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III — il papa che aveva autorizzato la fondazione della Compagnia — e l’incarico andò all’architetto di casa Farnese, Giacomo Barozzi da Vignola.

Fu costruita su un pezzo di terreno preciso, e di proposito. Il sito era quello della precedente chiesa di Santa Maria della Strada, dove Ignazio di Loyola aveva pregato davanti a un’immagine della Vergine. Quell’immagine, oggi ornata di gemme, è ancora in chiesa.

Quattro architetti, un solo progetto. I lavori iniziarono il su disegno del Vignola. Il gesuita Giovanni Tristano subentrò nel 1571; alla sua morte, nel 1575, gli succedette l’architetto gesuita Giovanni de Rosis; e Giacomo della Porta realizzò la volta a crociera, la cupola e l’abside, oltre a ridisegnare la facciata. La chiesa fu consacrata il .

La decorazione arrivò un secolo dopo e cambiò tutto. Gaulli affrescò il soffitto nel 1678-79; Andrea Pozzo costruì la cappella di sant’Ignazio fra il 1696 e il 1700, dopo aver vinto un concorso pubblico e dopo che l’incarico era passato per le mani di della Porta e del Cortona.

E una campagna fu una sottrazione. Nel Pio VI fece fondere la colossale statua d’argento di Ignazio per pagare le riparazioni a Napoleone previste dal trattato di Tolentino. La figura che oggi sta nell’altare è una copia.

Domande frequenti

È gratuita? Sì. È la chiesa madre della Compagnia di Gesù e una parrocchia in attività: non si paga l’ingresso.

Quali sono gli orari? Due orari stagionali. Inverno (dall’ultima domenica di settembre al 29 giugno): feriali 7.30-12.30 e 16.30-19.30; sabato fino alle 20.00; domenica e festivi 8.30-13.30 e 16.30-20.00. Estate (dal 30 giugno all’ultimo sabato di settembre): feriali 7.30-12.00 e 17.00-19.30; sabato fino alle 20.00; domenica e festivi 8.30-12.30 e 17.00-20.00.

Perché è chiusa quando arrivo? Quasi certamente per la pausa di mezzogiorno: circa quattro ore ogni giorno, più lunghe d’estate che d’inverno.

Che cos’è il soffitto? Il Trionfo del Nome di Gesù, affrescato da Giovanni Battista Gaulli (il Baciccia) nel 1678-79. Dipinse anche la cupola, i pennacchi, la volta centrale e i soffitti dei transetti.

Il globo di lapislazzuli è davvero il più grande del mondo? No. Lo si riteneva, ma è malta decorata con lapislazzuli. Le quattro colonne attorno alla statua sono rivestite di lapislazzuli.

La statua di sant’Ignazio è l’originale? No. Pio VI fece fondere quella d’argento nel 1797 per pagare le riparazioni di guerra a Napoleone previste dal trattato di Tolentino. Quella attuale è una copia, probabilmente di Adamo Tadolini nello studio del Canova.

Chi ha progettato la chiesa? Giacomo Barozzi da Vignola, con Giacomo della Porta responsabile della volta a crociera, della cupola, dell’abside e della facciata definitiva. Michelangelo si era offerto di progettarla gratis e non fu impiegato.

Perché conta dal punto di vista architettonico? La sua facciata è stata definita la prima davvero barocca, e la sua pianta — navata unica senza laterali, con cappelle comunicanti, costruita perché un’assemblea possa ascoltare una predica — divenne il modello delle chiese gesuitiche di tutto il mondo fino al Novecento.

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