Palazzo Farnese
Palazzo Farnese caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026Il palazzo
Il Palazzo Farnese sta direttamente sopra Caprarola e domina tutto ciò che lo circonda: un blocco massiccio di pietra dorata rossastra su pianta pentagonale, con contrafforti che reggono i piani alti, aperto verso i Monti Cimini, una catena di colli vulcanici fittamente boscosi. Non fu mai una villa nel senso agricolo né in quello di delizia. Come fulcro dei possedimenti farnesiani era l'espressione del potere di una famiglia, e così si legge.
L'avvicinamento
Ci si arriva lungo la strada principale del paese, puntata sull'edificio, fino a una piazza da cui una scalinata sale per una serie di terrazze. La prima è il basamento sotterraneo, scavato nel tufo e circondato da ripide scale curve: funzionava da ingresso carraio con il brutto tempo, e all'interno un enorme pilastro centrale sta fra contrafforti e muri di sostegno. Da fuori, grandi porte pesantemente inferriate nelle murature bugnate sembrano proprio i corpi di guardia di una fortezza, ed è quello il punto. Sopra di esse una doppia scala esterna curva e balaustrata sale alla terrazza successiva, e di lì uno scalone doppio formale all'ingresso principale.
Quell'ingresso è sul Piano dei Prelati, un livello a bastione che in alzato si legge come un secondo piano terra: bugnato, con la porta principale ad arco severo e tre finestre per lato, e la facciata chiusa alle estremità da massicci risalti angolari pieni. Sopra, il piano nobile a doppia altezza rompe la severità con cinque grandi finestre ad arco sopra il portone, e più su altri due piani per i gentiluomini con la servitù sopra di loro, con le finestre divise da lesene bugnate in pietra lavorata.
Il cortile
Dentro il pentagono c'è un cerchio. Il cortile a loggiato ha colonne ioniche binate che affiancano nicchie con i busti degli imperatori romani, sopra un'arcata bugnata: una rielaborazione dello schema di Bramante per la Casa di Raffaello nel Borgo, con un secondo tocco bramantesco nella trabeazione, che risalta sopra ogni colonna legandole in alto mentre in basso poggiano su basi separate. La loggia interna ricavata dall'arcata è affrescata con grottesche raffaellesche alla maniera delle Logge vaticane. Cinque scale a chiocciola attorno al cortile raggiungono la galleria e i piani superiori.
Il piano nobile
Qui stanno le sale principali, disposte attorno a una grande loggia centrale -- oggi chiusa a vetri -- che guarda il paese, la sua via principale e la campagna. Quella sala è la Sala di Ercole, dal nome dei suoi affreschi, usata come sala da pranzo estiva, con a un'estremità una fontana a grotta con sculture. Ai suoi lati si apre una sala circolare per parte: una è la cappella, l'altra accoglie la Scala Regia, una chiocciola su colonne ioniche binate che sale per tre piani, affrescata da Antonio Tempesta.
Due grandi appartamenti, simmetrici in pianta, completano l'anello attorno al cortile. Ciascuno conta cinque ambienti, dalla sala di ricevimento maggiore vicino all'ingresso fino a camera, guardaroba e studiolo all'estremità nord, sempre più piccoli e più intimi. Quella sequenza diventerà standard nel Seicento come appartamento di rappresentanza barocco; qui la si sta mettendo a punto. Gli orientamenti dividono l'anno e la mente: l'appartamento di levante, o d'estate, è associato alla vita attiva, quello di ponente, o d'inverno, alla vita contemplativa. Ciascuno ha il proprio giardino a parterre corrispondente, raggiunto da un ponte sul fossato e ricavato nel pendio.
Punti salienti
Il cortile circolare
Colonne ioniche binate che affiancano nicchie con busti imperiali romani sopra un'arcata bugnata, rielaborazione della Casa di Raffaello di Bramante nel Borgo. La trabeazione risalta sopra ogni colonna, legandole in alto mentre le basi restano separate: un secondo prestito da Bramante, e il dettaglio che fa leggere il colonnato come un oggetto unico e non come una fila.
La Scala Regia
Affrescata da Antonio Tempesta: una scala a chiocciola su colonne ioniche binate che sale per tre piani, in una delle due sale circolari che fiancheggiano la grande loggia. È la più importante delle cinque chiocciole disposte attorno al cortile.
La Sala del Mappamondo
Nell'appartamento contemplativo d'inverno: il mondo conosciuto come stava nel , quando gli affreschi furono conclusi. Sopra, la volta porta le sfere celesti e le costellazioni dello zodiaco, così che la sala mette la terra mappata sotto il cielo mappato.
La Sala dei Fasti Farnesiani
Dipinta dai fratelli Taddeo e Federico Zuccari, mostra la famiglia nei suoi momenti più gloriosi dal pavimento al soffitto a cassettoni. Il programma iconografico degli affreschi della villa fu elaborato dagli umanisti della corte del cardinale, in particolare dal segretario Annibal Caro, e i cicli comprendono le imprese di Alessandro Magno accanto a quelle dei Farnese.
La Sala di Ercole
La grande loggia centrale del piano nobile, oggi vetrata, usata come sala da pranzo estiva e intitolata ai suoi affreschi, con a un'estremità una fontana a grotta con sculture e la vista lungo la via principale del paese.
Il fossato e i tre ponti levatoi
Il tema fortificato avviato dalle fondazioni attraversa tutto l'edificio finito: un fossato circonda la villa, scavalcato da tre ponti levatoi, e i due giardini sul pendio si raggiungono di lì dagli appartamenti del piano nobile.
Il casino e la sua catena d'acqua
In fondo a una passeggiata nei castagneti, nel giardino segreto: una piccola palazzina abitabile con due logge per pranzare all'aperto, probabilmente su disegno di Giacomo del Duca con modifiche successive di Girolamo Rainaldi. Una scala sale fra pareti a grotta fortemente bugnate ai lati di una catena d'acqua che scende a una vasca di pietra; in cima, in uno spazio ovale, due grandi divinità fluviali distese affiancano una fontana a vaso centrale, e scale ricavate nelle pareti ovali portano a una terrazza a parterre bordata di erme di pietra e cipressi.
