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Calabria

Calabria: Geografia

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La Calabria è raramente più larga di circa 40 chilometri, stretta tra il Mar Tirreno a ovest e il Mar Ionio a est. Questa strettezza le regala una costa insolitamente lunga rispetto alle sue dimensioni, ma significa anche che l'entroterra si innalza rapidamente: gran parte della Calabria è montuosa o collinare, con la pianura limitata perlopiù a sottili strisce costiere e a poche pianure interne come quella di Sibari a nord.

Tre massicci di granito e arenaria dominano l'entroterra. Il Pollino, al confine con la Basilicata, è il parco nazionale più esteso d'Italia e include le vette più alte della regione; la Sila, un ampio altopiano più fresco al centro, ospita tre laghi artificiali ed estese foreste di faggi e pini; il massiccio dell'Aspromonte a sud, il cui nome viene spesso interpretato come «montagna aspra», si eleva direttamente dalla costa ionica fino a oltre 1.900 metri ed è solcato da gole fluviali ripide e stagionali note localmente come fiumare, che restano asciutte per gran parte dell'anno e si riempiono improvvisamente dopo piogge intense.

Questo territorio ha a lungo scoraggiato gli spostamenti via terra tra i paesi calabresi, rafforzando l'isolamento storico della regione e la sopravvivenza di dialetti locali distinti e piccole enclave etniche. Ha anche concentrato l'agricoltura in microclimi specifici: il bergamotto cresce in quantità commerciale significativa quasi solo lungo la stretta fascia costiera vicino Reggio Calabria, frutto della particolare combinazione di suolo, esposizione al mare e bassa altitudine di quella zona.

Lo Stretto di Messina, che separa la Calabria dalla Sicilia all'estremità meridionale della regione, si trova in una zona sismica attiva; il terremoto del 1908 che devastò Messina distrusse anche gran parte di Reggio Calabria, e l'architettura della città ricostruita nei primi del Novecento riflette quella storia.

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