Calabria
Calabria: Cultura
La cultura gastronomica calabrese si fonda su sapori forti e semplici, pensati per la conservazione in un clima caldo: la 'nduja, un salume di maiale spalmabile e piccante associato in particolare al paese di Spilinga, dipende dal peperoncino della regione, celebrato ogni anno al Festival del Peperoncino di Diamante, che si tiene intorno al primo weekend di settembre dal 1992. La cipolla rossa di Tropea, dolce e a indicazione geografica protetta, e il bergamotto, negli ultimi anni usato anche in cucina oltre che in profumeria, sono legati a luoghi specifici più che alla Calabria in generale.
Le feste religiose restano centrali nella vita comunitaria più che semplicemente allestite per i visitatori. La Varia di Palmi, che si tiene ogni agosto, è una processione secolare che coinvolge un'elaborata struttura di legno portata per le strade da decine di portatori; l'UNESCO la riconosce come patrimonio culturale immateriale per le competenze tradizionali che la sostengono, non solo per lo spettacolo.
La lingua in Calabria è stratificata. L'italiano standard è universale, ma il dialetto calabrese, a sua volta variabile in modo significativo tra le province, resta ampiamente parlato in casa e nei contesti informali. Accanto a esso sopravvivono minoranze linguistiche autentiche: il greko, una forma di greco parlata nei paesi della Bovesia vicino Reggio Calabria; l'arbërisht, un dialetto albanese parlato nelle comunità arbëreshë discendenti dai profughi albanesi del XV secolo; e l'occitano, parlato nella sola Guardia Piemontese da discendenti dei profughi valdesi arrivati dal Piemonte nel XIV secolo e bersaglio di un massacro nel 1561.
I paesi svuotati dall'emigrazione del Novecento, come Pentedattilo in Aspromonte, vengono sempre più spesso rianimati da artigiani, associazioni culturali e feste estive più che da un ritorno permanente di residenti -- una distinzione da tenere presente, poiché l'attività visibile in questi luoghi è spesso stagionale.