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Finalborgo

Finalborgo historical timeline

Storia

Finalborgo è una capitale superata dai propri sobborghi. Fu cinta di mura alla fine del XII secolo come sede di un marchesato, e un marchesato lo ha retto per quattrocento anni; poi la dinastia finì, arrivò la Spagna, Genova lo comprò, e il paese si zittì mentre i villaggi di pescatori sulla costa sotto diventavano una località balneare. È l’essere stato lasciato da parte ad averlo salvato. Le mura, le porte, le due piazze e le facciate dipinte dei palazzi ci sono ancora, e così un campanile gotico ottagonale a cui hanno demolito la chiesa da sotto.

Cronologia

  1. Il regolamento del dazio di Genova elenca gli abitanti di Finale come esportatori di lana e canapa: la prima traccia documentaria del commercio che sta dietro al culto di san Biagio, protettore dei cardatori di lana, tuttora patrono di questo borgo.
  2. Il 10 giugno Enrico I Del Carretto, detto il Guercio, riceve da Federico Barbarossa l’investitura della marca di Savona, ereditata dal padre Bonifacio del Vasto. Savona e Noli si rendono indipendenti; i suoi domini vengono suddivisi fra i due figli.
  3. fine XII secolo Enrico II Del Carretto comincia a usare il titolo di marchese del Finale e cinge di mura il nucleo urbano, dando origine al burgus Finarii, cioè a questo paese. La cinta difende est, sud e ovest; lo sperone del Becchignolo chiude il nord.
  4. La chiesa di San Biagio compare per la prima volta in un documento scritto. Vi era annesso un ricovero per malati di cui non resta alcun rudere; la chiesa stessa stava allora dall’altro lato del torrente Aquila.
  5. I Del Carretto fondano il convento di Santa Caterina e lo usano come prestigiosa e monumentale area sepolcrale. Dal 1381 è abitato dai frati domenicani, e il complesso sta ancora attorno ai suoi due chiostri.
  6. San Biagio viene ricostruita entro le mura, con conclusione nel 1375, in stile gotico. Il suo campanile ottagonale è quello in piedi oggi, e parte dell’abside sopravvive nello spazio fra la chiesa successiva e le mura.
  7. Il marchese Giovanni I Del Carretto ristruttura il Palazzo del Tribunale, affidando l’opera a Giorgio Molinari, che ne modifica interni ed esterni con una nuova scala e bifore intramezzate. L’edificio esisteva almeno dai primi anni del Trecento e la facciata porta ancora i segni di entrambi.
  8. Vengono edificati i due chiostri comunicanti di Santa Caterina, conclusi nel 1530, per volere del cardinale Carlo Domenico Del Carretto. Sono l’opera rinascimentale che si attraversa per arrivare al museo.
  9. I Del Carretto cessano di governare il Marchesato di Finale dopo quattro secoli, e il territorio passa sotto il dominio asburgico fino al 1713. Il marchesato diventa uno scalo indispensabile per trasferire le truppe spagnole nel milanese senza il permesso di Genova e le merci senza gabelle: e il Finale ne ricava un grande sviluppo economico e artistico.
  10. Viene avviata l’attuale basilica di San Biagio, conclusa nel 1650, su progetto dell’architetto finalese Andrea Storace: croce latina, tre navate, cupola centrale, e la pianta ruotata di novanta gradi rispetto alla chiesa gotica che sostituisce.
  11. La Repubblica di Genova saccheggia le terre del marchesato. Santa Caterina viene risparmiata, quasi fosse una zona franca e inviolabile, ed è in parte per questo che tanto di essa è arrivato fino a noi.
  12. Con l’estinzione degli Asburgo-Spagna il marchesato è ceduto ai genovesi, e Finalborgo perde di importanza. Genova lo tiene in feudo, con alterne fortune, fino al 1797, quando viene cancellata la legislazione feudale e istituita la Repubblica Ligure.
  13. I domenicani sono soppressi dalle leggi napoleoniche, dopo quattro secoli a Santa Caterina. Nel 1805 la chiesa conventuale è confiscata e usata per alloggiare le truppe, e il monumento funebre dell’ultimo marchese carrettesco viene trasportato in San Biagio, dove sta sopra il portale mediano.
  14. Viene inaugurato il Teatro Aycardi, ricavato dal preesistente oratorio dei Padri delle Scuole Pie su progetto di Nicolò Barella: 250 posti in ventiquattro palchi e una piccola platea. È il teatro ottocentesco più antico del ponente ligure.
  15. Il Genio militare del Regno d’Italia converte Santa Caterina in carcere, edificando celle di rigore dentro il campanile e togliendo alla chiesa quanto la spoliazione napoleonica aveva lasciato. Le celle sopravvivono, di circa 170 per 90 centimetri ciascuna, e sono visitabili.
  16. Il soppresso comune di Perti viene aggregato al comune di Finalborgo: l’ultimo ampliamento del borgo come amministrazione indipendente.
  17. Anarchici e socialisti arrestati durante i Moti di Milano, sotto Bava Beccaris, vi sono reclusi in numero tale che per loro si ricavano dormitori giù, nell’ex chiesa conventuale. In altra epoca li seguiranno antifascisti e prigionieri della seconda guerra mondiale.
  18. Finalborgo, Finalmarina e Finalpia vengono fusi a costituire il comune di Finale Ligure. Il borgo era stato comune autonomo fino a quel giorno e dal 1863 aveva il municipio in Palazzo Ricci.
  19. Apre il museo archeologico del Finale nel convento restaurato. Oggi documenta oltre 350.000 anni di presenza umana in questo territorio, ed è il motivo per cui la maggior parte dei visitatori varca la porta.
  20. Nell’aprile papa Pio XII eleva San Biagio alla dignità di basilica minore. Nello stesso anno il crocifisso ligneo del 1693 viene spostato da dietro l’altare maggiore al terzo altare della navata destra, senza le sue decorazioni.
  21. L’uso carcerario di Santa Caterina cessa definitivamente, dopo centouno anni. I lavori di conservazione fra il 1995 e il 2004 hanno poi recuperato la chiesa, il campanile, i due chiostri, i camminamenti, le mura e il giardino botanico.

Che cosa ha conservato l’essere stati lasciati da parte

Le murature di Finalborgo sopravvivono perché il paese ha smesso di contare. Una volta passato il marchesato a Genova nel 1713 non c’erano soldi né motivo per ricostruire, e le mura, le porte, le due piazze e la maglia viaria dentro sono semplicemente rimaste. Le perdite sono venute invece dalle confische: Napoleone prese Santa Caterina e il governo italiano la riprese nel 1864, e buona parte di quello che oggi sta in basilica — il monumento funebre dei Del Carretto, la Madonna delle Rose, l’ancona di Pascale Oddone — è proprietà conventuale spostata più che perduta. Il convento stesso fu privato di ogni riferimento religioso e rifatto come prigione, che è la cosa più strana capitata a un edificio di qui ed è oggi, restaurata, il motivo per entrarci. L’unica demolizione voluta è stata quella della basilica gotica, abbattuta a metà Seicento per una chiesa ad angolo retto con essa: e perfino lì il campanile e parte dell’abside sono stati tenuti, incastrati contro le mura del paese dove stanno ancora.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.

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