
Stadio di Domiziano
Scopri Stadio di Domiziano
Ultimo aggiornamento il 6 ottobre 2026Introduzione
Nascosta a circa 4,50 metri dal piano stradale, esattamente al di sotto della vivace ed elegante piazza Navona, si trova una delle strutture più imponenti e ricche di storia della Roma antica: lo Stadio di Domiziano.
Fu costruito per una festa, ed era il primo del suo genere. Realizzato per celebrare il Certamen Capitolino Iovi, disputato in onore di Giove Ottimo Massimo e istituito a imitazione dei giochi olimpici, lo Stadio fu inaugurato nell'86 d.C. ed è il primo e unico esempio di stadio in muratura.
Le gare venivano con elargizioni e poesia. Le competizioni che vi si svolgevano — durante le quali era consuetudine distribuire prebende e doni ai popolani più bisognosi — erano dedicate agli agoni atletici e comprendevano anche sfide musicali e di poesia, che si tenevano nell'Odeon appositamente costruito nelle vicinanze. I giochi erano presieduti dall'imperatore che, per l'occasione, indossava una toga purpurea e recava sul capo una corona d'oro con l'effigie di Giove, Giunone e Minerva.
E Roma non li apprezzò. Nelle intenzioni di Domiziano c'era il desiderio di sensibilizzare e coinvolgere i romani a praticare di più l'atletica, sport per eccellenza, e gli sport non violenti alla maniera greca. Ma questi giochi, tanto apprezzati da Domiziano, erano poco amati dai cittadini che li consideravano poco virili.
Il programma spiega perché. Contemplava la corsa, la lotta, il pugilato, il pancrazio — lotta in cui tutto era ammesso tranne mordere e graffiare — e il pentathlon, con il lancio del disco e del giavellotto, il salto in lungo, la corsa dello stadio, la gara di lotta. Il popolo romano preferiva ovviamente il pugilato e il pancrazio, discipline che eccellevano per violenza e brutalità.
Ma vincere qui poteva cambiare la vita. Gli atleti, generalmente professionisti di nazionalità greca o orientale, gareggiavano oltre che per il denaro, per i grandi onori che ricevevano; le gare erano aperte anche ai semplici cittadini che, in caso di vittoria, potevano raggiungere alti gradi sociali. Al contrario dei gladiatori e dei venatores, la cui condizione sociale era di infimo livello, lo stato sociale di questi atleti li poteva portare a ricevere la cittadinanza romana, privilegi fiscali o l'esenzione dal servizio militare.
Architettura
La sua forma è conservata in una piazza moderna. Lo Stadio era un edificio di forma rettangolare molto allungata con un'estremità in forma di emiciclo e l'altra rettilinea e leggermente obliqua, e sta a circa 4,50 metri dal piano stradale, esattamente al di sotto di piazza Navona.
Le dimensioni sono precise. Misurava 275 metri in lunghezza per 106 di larghezza e poteva contenere circa 30.000 spettatori, contro i 50/60.000 del Colosseo.
I materiali erano laterizio, stucco e travertino. Era costruito in laterizio rivestito di stucco modanato e colorato, mentre la facciata e i pilastri interni dell'ambulacro erano in travertino.
Ed era un primato. Turismo Roma lo registra come il primo e unico esempio di stadio in muratura.
Un secondo edificio completava il complesso. Le sfide musicali e di poesia si tenevano nell'Odeon appositamente costruito nelle vicinanze.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Fu costruito per una festa precisa. Lo Stadio fu realizzato per celebrare il Certamen Capitolino Iovi, disputato in onore di Giove Ottimo Massimo e istituito a imitazione dei giochi olimpici, e inaugurato nell'86 d.C.
Ruppe con il modo in cui si facevano gli stadi. Turismo Roma lo definisce il primo e unico esempio di stadio in muratura.
La struttura era in laterizio, vestita per sembrare più ricca. Costruito in laterizio rivestito di stucco modanato e colorato, con la facciata e i pilastri interni dell'ambulacro in travertino.
La forma seguiva la pista. Rettangolare molto allungata, 275 per 106 metri, con un'estremità in forma di emiciclo e l'altra rettilinea e leggermente obliqua: il capo di volta e quello di partenza di una pista di corsa.
E accanto fu costruito un Odeon, appositamente, per le sfide musicali e di poesia.
Domande frequenti
Si può visitare? Al momento no. Turismo Roma scrive che l'area Archeologica è chiusa per lavori di restauro e invita a consultare il sito ufficiale per aggiornamenti.
Quali sono gli orari? Nessuno è pubblicato, perché il sito è chiuso.
Quanto costa? Nessun prezzo è pubblicato. La città dà solo un link di prenotazione e la pagina della Sovrintendenza.
Dove si trova esattamente? A circa 4,50 metri dal piano stradale, esattamente al di sotto di piazza Navona; l'ingresso è in via di Tor Sanguigna 3.
Piazza Navona è davvero lo stadio? Sì: la piazza vi sta sopra e ne conserva la pianta, un rettangolo molto allungato con un'estremità in forma di emiciclo e l'altra rettilinea e leggermente obliqua.
Quando fu costruito? Inaugurato nell'86 d.C., per celebrare il Certamen Capitolino Iovi.
Che cos'era il Certamen Capitolino Iovi? Una festa disputata in onore di Giove Ottimo Massimo e istituita a imitazione dei giochi olimpici.
Quanto era grande? 275 metri per 106, con circa 30.000 spettatori — il Colosseo ne conteneva 50/60.000.
Di che materiale era? Laterizio rivestito di stucco modanato e colorato, con la facciata e i pilastri interni dell'ambulacro in travertino. È il primo e unico esempio di stadio in muratura.
Che gare vi si tenevano? Corsa, lotta, pugilato, pancrazio — tutto ammesso tranne mordere e graffiare — e pentathlon: disco, giavellotto, salto in lungo, corsa dello stadio e gara di lotta. Le sfide musicali e di poesia si tenevano nell'Odeon costruito nelle vicinanze.
I giochi erano popolari? No. Erano tanto apprezzati da Domiziano ma poco amati dai cittadini, che li consideravano poco virili.
Che cosa poteva vincere un atleta? Oltre al denaro e ai grandi onori che ricevevano, la vittoria poteva portare la cittadinanza romana, privilegi fiscali o l'esenzione dal servizio militare — al contrario dei gladiatori e dei venatores, la cui condizione sociale era di infimo livello.
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