Lazio
Lazio: Cultura
La cucina romana, che nei fatti funge da cucina del Lazio più in generale, si fonda su un piccolo insieme di piatti di pasta dalle origini più rurali che urbane. L'amatriciana prende il nome da Amatrice, un centro sull'Appennino della provincia di Rieti, dove nacque tra i pastori con guanciale, pecorino e pomodoro; la cacio e pepe ha probabilmente origini pastorali simili, con soli pecorino e pepe nero, ingredienti che si conservavano bene durante i lunghi spostamenti con le greggi. La carbonara, spesso ritenuta antichissima, è in realtà la più recente del gruppo -- non compare nei ricettari prima degli anni '40 del Novecento ed è generalmente collegata alla disponibilità postbellica delle razioni militari americane.
I borghi dei Castelli Romani a sud di Roma -- Frascati, Grottaferrata, Marino, Genzano -- riforniscono la capitale di vino fin dall'antichità, sfruttando il suolo vulcanico dei Colli Albani. La fraschetta, una semplice osteria un tempo segnalata da un fascio di rami frondosi (la frasca) appeso all'esterno per indicare la disponibilità di vino fresco, resta un'istituzione locale autentica in questi borghi, dove si serve vino della casa e porchetta su tavoli coperti di carta; la tradizione oggi attira anche i romani in gita, ma non è nata come esperienza per turisti.
Il romanesco, il dialetto storicamente parlato a Roma e nei borghi circostanti, colora ancora il parlato quotidiano e l'umorismo in tutto il Lazio, anche se oggi funziona per lo più come un'inflessione dell'italiano standard piuttosto che come una lingua a sé usata dalla maggioranza dei residenti nella comunicazione quotidiana. Le feste religiose legate al calendario cattolico, insieme alle feste patronali più locali nei Castelli Romani e nei borghi appenninici, restano una parte autentica del ritmo annuale al di fuori dei grandi eventi di Roma.