
Palazzo Vendramin Calergi
Scopri Palazzo Vendramin Calergi
Ultimo aggiornamento il 14 settembre 2026Architettura
La facciata di Mauro Codussi degli anni Ottanta del Quattrocento è il momento in cui il Canal Grande smette di essere gotico. Anziché uno schermo di trafori ad arco acuto, presenta tre livelli di finestre binate a tutto sesto disposte in campate quiete e regolari tra colonne addossate -- corinzie in alto, con ciascun ordine condotto con coerenza per l'intera larghezza -- una grammatica romana applicata per la prima volta a questa scala a una casa veneziana. La sua simmetria e la sua misura ne fanno uno degli edifici di transizione decisivi tra il gotico veneziano e il pieno Rinascimento che seguì.
Sono le proporzioni a renderla quieta anziché soltanto corretta. Le coppie di finestre si inseriscono entro arcate maggiori a tutto sesto, le colonne sono spaziate secondo lo stesso ritmo a ogni piano, e le cornici orizzontali sono abbastanza marcate da leggersi dall'altra sponda. Nulla qui compie un gesto sorprendente, e proprio questa fu la sorpresa.
Sul fregio corre il motto di famiglia Non nobis Domine non nobis -- "non a noi, Signore, non a noi" -- inciso su una facciata che sarebbe costata ai Loredan 200.000 ducati. Il verso è del Salmo 115 ed è una rivendicazione di umiltà formulata alla massima spesa possibile.
Codussi cominciò nel 1481 e morì prima del compimento; la famiglia di architetti Lombardo concluse l'opera nel 1509, ventotto anni dopo l'avvio. Dietro il palazzo si estende, cosa insolita per il canale, un vero giardino.
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