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Grinzane Cavour

Grinzane Cavour: Cultura

Cavour

Camillo Benso, conte di Cavour, descritto dal castello stesso come uno dei principali artefici del Risorgimento, fu sindaco di Grinzane dal 1832 al 1849. Diciassette anni, nella sua vita più giovane, prima della carriera nazionale che ha messo insieme l'Italia.

Ciò che rende questo più di una targa è cosa fece di quella carica. Fu un amministratore capace, e usò il posto per spingere miglioramenti nell'agricoltura e nella produzione di vino di qualità. La trasformazione di queste colline da agricoltura di sussistenza a una delle grandi regioni vinicole del mondo si racconta di solito come una storia del Novecento, e in gran parte lo è; ma parte delle fondamenta le pose un giovane sindaco in questo paese, che poi fondò uno Stato. Il comune, prima solo Grinzane, prese il suo nome dopo.

L'Enoteca Regionale Piemontese Cavour

Dentro il castello dal 1967, e si definisce con precisione: la prima in assoluto in Piemonte e la seconda in Italia. È una rivendicazione culturale vera. L'idea che una regione debba avere un'istituzione che presenti i propri vini collettivamente, invece di lasciare ogni produttore a vendere da solo, è stata provata qui prima che quasi in ogni altro luogo del paese.

Tiene vini e grappe piemontesi accanto ai prodotti del territorio. Conserva anche la selezione dell'Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba, e il meccanismo vale conoscerlo: dal 1975 l'Ordine scegle ogni anno alcune delle migliori partite di vini piemontesi; dal 2015 sono ammesse solo le cantine affiliate all'Enoteca; e solo le bottiglie che ottengono almeno 90 su 100 portano l'etichetta dell'Ordine, acquistabile poi esclusivamente qui.

L'asta mondiale del tartufo bianco

Ogni autunno il castello ospita l'Asta Mondiale del Tartufo Bianco d'Alba, in cui gli esemplari migliori della stagione sono battuti a livello internazionale per fini di beneficenza. È l'evento che porta questo paese di 1.987 abitanti sui giornali del mondo una volta l'anno, e la sua struttura merita attenzione: l'ingrediente più caro d'Europa venduto al massimo del proprio mercato, con il ricavato donato.

Il castello come cultura

L'UNESCO ha iscritto il castello il 22 giugno 2014 come una delle tre componenti langhigiane dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte, ed è il solo edificio singolo fra queste, essendo le altre due interi paesaggi. L'iscrizione riconosce l'edificio come parte del paesaggio culturale del vino e non come architettura militare, che è esattamente giusto: da sessant'anni la sua funzione principale è presentare e vendere il vino delle colline attorno.

La tavola

Cucina della zona del Barolo: tajarin, brasato al Barolo, vitello tonnato, i formaggi di montagna, e in autunno qualunque cosa su cui si gratti il tartufo.

Verificato su Castello di Grinzane Cavour, ottobre 2026.

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