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Chiesa di San Donato, Barolo

Scopri Chiesa di San Donato, Barolo

Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2026
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Introduzione

La chiesa di San Donato è la parrocchiale di Barolo, in provincia di Cuneo, e appartiene alla diocesi di Alba.

L'età viene data in modo diverso da fonti diverse, e la differenza è reale, non una svista. La chiesa è descritta come di impianto romanico; come risalente al XV secolo; come ristrutturata a metà Cinquecento; e l'edificio in cui si entra come una ricostruzione della prima metà del Settecento. Tutte queste cose possono essere vere dello stesso luogo, e insieme descrivono una chiesa rifatta due volte sullo stesso sedime.

Quel che non è in discussione è di chi fosse. Nacque come cappella gentilizia dei Falletti, la famiglia che teneva il castello sopra di essa, e fu successivamente ampliata per aprirla al culto pubblico. Il paese ebbe la sua parrocchiale ereditando la cappella di una famiglia.

I Falletti ci sono ancora. Sono sepolti nella tomba davanti all'altare maggiore, e sotto il presbiterio si conserva il sepolcreto degli antichi feudatari, dal Cinquecento fino all'estinzione della casata.

Architettura

La chiesa si legge meglio come tre edifici su un solo sedime.

L'impianto romanico è il primo, e sopravvive soltanto come ragione dell'antichità del luogo. Non se ne vede alcun alzato.

La trasformazione cinquecentesca è il secondo. È la campagna che convertì una cappella di famiglia in qualcosa di utilizzabile da una parrocchia, ed è legata allo stesso secolo in cui i Falletti cominciarono a seppellire i propri morti sotto il presbiterio.

La ricostruzione settecentesca è ciò che si vede davvero, ed è un progetto coerente e non un rattoppo. Le tre navate danno la sezione basilicale classica; la cupola ottagonale è posta dove la navata incontra il presbiterio, così che il volume salga esattamente nel punto verso cui l'occhio sta già andando; i sei altari laterali sono distribuiti lungo le navate minori.

Una cupola ottagonale su una parrocchiale di paese è il dettaglio da notare. È una forma che appartiene a chiese piemontesi ben più grandi, ed è qui perché la famiglia che pagò l'edificio non era una famiglia di paese.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

Ogni cantiere costruì sopra il precedente, sullo stesso sedime: per questo si vede così poco delle fasi anteriori.

Prima venne la cappella, eretta per i Falletti, dimensionata per una casa e non per una comunità.

L'ampliamento è l'atto strutturale decisivo: la cappella fu estesa per aprirla al culto pubblico. Un edificio che doveva contenere una famiglia dovette contenere un paese, e la fabbrica dovette crescere per reggerlo.

La ristrutturazione di metà Cinquecento rilavorò quella chiesa ampliata. Sotto di essa fu ricavato il sepolcreto sotto il presbiterio, che restò in uso per circa tre secoli.

La ricostruzione settecentesca andò più in là di tutte: la chiesa attuale è una ricostruzione di quella antica, non un suo rimaneggiamento. È allora che furono impostate le tre navate e alzata la cupola ottagonale sull'avvicinamento all'altare maggiore. La tomba davanti a quell'altare fu lasciata dov'era.

Domande frequenti

Quanto è antica? Tre risposte, tutte documentate, tutte in parte giuste. L'impianto è romanico; una fonte data la chiesa al XV secolo; fu ristrutturata a metà Cinquecento; e l'edificio che sta in piedi oggi è una ricostruzione della prima metà del Settecento. Il luogo è antico, la fabbrica è settecentesca.

È sempre stata la parrocchiale? No. Nacque come cappella privata dei Falletti e fu successivamente ampliata per aprirla al culto pubblico.

I Falletti sono davvero sepolti qui? Sì. Nella tomba davanti all'altare maggiore e nel sepolcreto sotto il presbiterio, che accolse gli antichi feudatari dal Cinquecento fino all'estinzione della casata.

Che cosa c'è da vedere dentro? Tre navate, una cupola ottagonale sull'avvicinamento all'altare maggiore e sei altari laterali.

Si paga l'ingresso? Non ne viene indicato alcuno, e la guida del paese non pubblica nemmeno orari di visita. È una chiesa viva della diocesi di Alba.

È il San Donato della ricostruzione del 1683? No: quella è un'altra chiesa con la stessa intitolazione, a Robilante, diocesi di Cuneo-Fossano. Le due vengono abitualmente confuse perché il nome è identico.

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