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Basilica di San Giovanni Battista, Finale Ligure

Basilica di San Giovanni Battista, Finale Ligure caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 18 ottobre 2026
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Basilica di San Giovanni Battista, Finale Ligure site plan

La chiesa

La facciata porta quattro figure, e sono attribuite. Le statue di San Giovanni Battista, dei Santi Pietro e Paolo, della Speranza e della Fede, realizzate dallo scultore Bartolomeo Bagutti.

La cupola è datata e misurata. Ventiquattro metri, realizzata nel 1780 da Giuseppe Barella col concorso degli artisti genovesi Simone Cantoni ed Emanuele Andrea Tagliafichi. È l’unica dimensione che qualsiasi fonte letta per questa pagina dia dell’edificio.

Dentro, le colonne sono la firma strutturale. Tre navate, divise da due file di colonne binate, a imitazione di modelli genovesi del primo Seicento. Le dodici cappelle delle navate sono affrescate da Giacomo Picco.

La pittura è concentrata in tre punti. Nella controfacciata, tre grandi affreschi del 1808 di Paolo Gerolamo Brusco: il Battesimo di Gesù, San Giovanni Battista che predica sulle rive del Giordano e la Gloria del Precursore; lo stesso autore dipinse la volta del presbiterio, i dipinti del finestrone centrale dell’abside e i tre grandi quadri sopra le porte d’entrata. I decori pittorici della navata centrale sono di Giuseppe Passano, del 1830: Scene di vita del Precursore fra schiere di angeli. E la volta del transetto fu affrescata nel 1693 da Giovanni Battista Merano.

Poi le singole opere, cappella per cappella. Quarta cappella della navata destra: una tela del Martirio di sant’Andrea, della metà del XVII secolo. Le due cappelle del transetto: una Madonna e santi di Domenico Bocciardo e la Gloria di san Nicola da Bari di Merano. Il presbiterio: un altare maggiore in marmi policromi del 1767, di scuola scultorea genovese, col coro del Settecento. Quarta cappella della navata sinistra: le sculture di Antonio Brilla, Gesù consegna le chiavi a Pietro, e il crocifisso di Anton Maria Maragliano. Il pulpito è di Pietro Ripa, della seconda metà del Settecento.

Punti salienti

La veduta seicentesca di Finalmarina

In sacrestia, la tela restaurata di recente di Sant’Erasmo e San Nicolao reca nella parte inferiore una veduta di Finalmarina e del Finalese nel Seicento. È la cosa più inattesa della chiesa: il panorama urbano del posto in cui vi trovate, dipinto quando l’edificio era nuovo.

Le colonne binate

Tre navate divise da due file di colonne binate, a imitazione di modelli genovesi del primo Seicento. Raddoppiare le colonne è quello che dà ritmo alla navata, ed è una citazione voluta di Genova e non un’abitudine locale.

La cupola del 1780

Ventiquattro metri, di Giuseppe Barella con Simone Cantoni ed Emanuele Andrea Tagliafichi: due architetti della generazione neoclassica genovese al lavoro su una chiesa avviata un secolo e mezzo prima.

Il crocifisso di Maragliano e le chiavi di Brilla

Entrambi nella quarta cappella della navata sinistra: un crocifisso di Anton Maria Maragliano, lo scultore ligneo genovese, e il Gesù consegna le chiavi a Pietro di Antonio Brilla.

L’organo Bernasconi del 1904

Sulla cantoria della parete destra del presbiterio, costruito nel 1904 da Cesare Bernasconi e dal figlio Giovanni, e restaurato nel 2002 da Graziano Interbartolo e Giuseppe Fontana. Trasmissione pneumatica, consolle a finestra con due tastiere di 61 note e pedaliera dritta di 27 note; la cassa, con cornicione su due lesene corinzie, presenta 25 canne di principale sormontate da una finta tenda scolpita nel legno.

Dodici cappelle affrescate

Tutte e dodici le cappelle delle navate sono state affrescate da Giacomo Picco: è il motivo per cui le navate laterali si leggono come un sistema decorativo continuo e non come una serie di commissioni slegate.