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Finalborgo

Finalborgo: Cultura

Il mestiere più antico qui è la lana, non la pietra. Il culto di san Biagio, protettore dei cardatori di lana, è probabilmente uno dei più antichi del Finale, e la produzione e il commercio di torselli lanici è un’attività tradizionale finalese documentata per la prima volta nel 1128, nel regolamento del dazio di Genova, dove gli abitanti di Finale compaiono come esportatori di lana e canapa.

Il convento è l’istituzione culturale, e contiene tre cose. Santa Caterina ospita il Museo Archeologico del Finale, aperto dal 1931 e che documenta oltre 350.000 anni di presenza umana nel territorio; la Biblioteca mediateca Finalese, con oltre 170.000 volumi; e una sala congressi in quella che era la chiesa, con mostre nell’attiguo oratorio dei Disciplinanti.

Buona parte dell’arte della basilica è arte del convento, spostata. Gran parte degli arredi attuali di San Biagio proviene da Santa Caterina — la superga dei Del Carretto — confiscata prima da Napoleone e poi dal governo italiano nel 1864 per usi civili. Il monumento funebre dell’ultimo marchese carrettesco è stato trasportato in San Biagio nel 1805, quando la chiesa conventuale fu presa per alloggiare le truppe.

La musica ha una società e un’opera sue. La Società Filarmonica di Finalborgo è convenzionalmente datata al 1826, e l’opera L’Empirico ed il Masnadiero fu scritta nel 1845 appositamente per la rappresentazione al Teatro Aycardi, da artisti liguri della locale Accademia Filarmonica.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.

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