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Parco Nazionale del Circeo

Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026
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Perché visitare Parco Nazionale del Circeo

Il Circeo è il parco nazionale che l'Italia ha ricavato da ciò che stava appena distruggendo. Fu istituito nel 1934, mentre si bonificavano le Paludi Pontine, proprio per conservarne gli ultimi resti: ed è per questo l'unico parco nazionale italiano tutto di pianura e di costa, senza montagne su cui ripiegare. Ne risultano cinque luoghi molto diversi dentro 8.917 ettari: la più estesa foresta planiziale d'Italia, un promontorio calcareo di 541 metri, 22 km di duna, quattro laghi costieri salmastri e un'isola disabitata.

Ognuno merita una giornata a sé. La foresta è l'ultimo lembo della Selva di Terracina, con le pozze autunnali che qui si chiamano piscine; il promontorio ha due facce, un versante nord umido e uno sud riarso che ospita l'unica palma spontanea d'Europa; i laghi portano gru, chiurli e pavoncelle; e le grotte ai piedi del monte hanno restituito un cranio neanderthaliano nel 1939 e, nel 2025, la più antica necropoli del Lazio.

L'ostacolo è che non è una meta unica con un cancello. È una fascia costiera da Anzio a Terracina con Sabaudia nel mezzo, e la strada sulla duna è fiancheggiata da ville che la fonte stessa dice aver deturpato il luogo. Meglio scegliere un habitat per visita e usare i sentieri segnalati del parco invece di percorrerlo in auto per il lungo.

Da visitare se:

  • si vogliono vedere habitat costieri mediterranei sopravvissuti in nessun altro posto d'Italia
  • si fa birdwatching: le zone umide sono di importanza internazionale
  • interessa l'archeologia paleolitica e si vogliono le grotte che l'hanno prodotta
  • si preferisce camminare o pedalare su una rete segnalata invece di guidare tra un punto e l'altro

Da evitare se:

  • si cerca un sito compatto da vedere in una mattinata
  • ci si aspetta natura incontaminata: la duna è edificata e la foresta è gestita
  • si viene in piena estate solo per la spiaggia; qui il punto sono gli habitat

Informazioni rapide

  • Tipo: Parco nazionale, Natura, Montagna
  • Costruito: Istituito nel 1934; Zannone annessa nel 1979; Ente Parco istituito tra il 2005 e il 2007
  • Costruito per: Per conservare gli ultimi resti delle Paludi Pontine mentre venivano bonificate
  • Dimensione: 8.917 ha
  • Altitudine: 541 m
  • Riserva della biosfera UNESCO: Dal 1977, nel programma Man and Biosphere
  • La foresta: Circa 3.300 ha, la più estesa foresta planiziale d'Italia

Visita responsabile

Questo parco esiste perché tutto intorno è stato prosciugato. Fu istituito nel 1934 per salvare gli ultimi resti delle Paludi Pontine mentre la bonifica era in corso, e i quattro laghi sono letteralmente ciò che ne è rimasto. È questa la cornice di tutto il resto: un secondo Circeo non c'è.

La duna è la cosa più facile da danneggiare e la più facile da proteggere. Le sue piante pioniere — giglio marino, gramigna delle spiagge, camomilla marina — non sono scenografia: le loro radici formano il reticolo sotterraneo che trattiene la sabbia e consente a tutto ciò che sta dietro di crescere. Le passerelle in legno sono state messe proprio perché si potesse raggiungere la spiaggia senza calpestarle. Vanno usate. La fonte dice senza giri di parole che la duna è già stata rovinata da una serie ininterrotta di ville e recinzioni in cresta, quindi il margine rimasto è sottile.

In foresta si resta sui sentieri e si rispettano le tre riserve integrali — Piscina delle Bagnature, Piscina della Gattuccia e Lestra della Coscia. La raccolta dei funghi è regolamentata e controllata, e qui i funghi sono insieme abbondanti e pregiati. Il vero problema della foresta è una popolazione di daini sfuggita a un recinto di 400 ettari dopo essere stata introdotta nel 1953 per il ripopolamento venatorio; senza predatori danneggia oggi il rinnovamento forestale, e l'ente gestisce un piano di controllo. È una lezione permanente su quanto costi introdurre una specie.

Sull'acqua, la pesca nei laghi è condotta con sistemi compatibili con la tutela, così che tradizione e occupazione sopravvivano insieme all'ambiente: comprare quel pesce sostiene l'accordo. Sui laghi e a Pantani dell'Inferno si tiene la distanza dagli uccelli in sosta e in alimentazione: è una zona umida di interesse internazionale, e la testuggine palustre che ci vive è a rischio di estinzione in Italia.

Il parco porta avanti inoltre programmi di conservazione documentati con cui basta non interferire: progetti su chirotteri, anfibi e lepre italica, monitoraggio dell'avifauna, gestione del cinghiale, e lavori finanziati dai programmi LIFE tra cui Life Rewetland e Life Samfix. I cani sono ammessi, al guinzaglio, sull'insieme di sentieri pubblicato apposta.

Dove si trova

Indicazioni stradali Apri in Apple Maps

© OpenStreetMap contributors · © CARTO · 41.32194, 13.05528

Pianifica la visita

Il Circeo è un parco nazionale aperto lungo la costa tra Anzio e Terracina, non un sito recintato, e l'Ente Parco Nazionale del Circeo non pubblica un prezzo d'ingresso unico. L'ente è in Via Carlo Alberto 188, 04016 Sabaudia (LT), allo 0773 512240 (fax 0773 512241), segreteria@parcocirceo.it.

Conviene partire da una struttura per i visitatori e non da un parcheggio. Il parco gestisce un Centro Visitatori - Museo del Parco, indicato come aperto, e un Centro di Documentazione sull'istruzione e la sanità nelle paludi pontine. È lì che si trova la situazione aggiornata di sentieri e accessi.

Si percorrono gli itinerari pubblicati. L'ente mantiene insiemi di sentieri con un nome — percorsi nel parco, un gruppo a parte sul promontorio, percorsi in bici, una selezione Sentieri per tutti e un insieme in cui sono ammessi i cani al guinzaglio — e la foresta è coperta da una fitta rete pedonale e ciclabile. Sulla duna si usano le passerelle in legno per arrivare alla spiaggia: esistono per impedire che il calpestio distrugga la vegetazione che trattiene la sabbia.

Tre parti della foresta sono riserve naturali integrali — Piscina delle Bagnature, Piscina della Gattuccia e Lestra della Coscia — la categoria di protezione più restrittiva. La raccolta dei funghi in foresta è regolamentata e controllata. Sui laghi la pesca continua, ma solo con sistemi compatibili con la tutela.

Conviene programmare in base all'habitat che interessa. Foresta, promontorio, duna, laghi e isola di Zannone sono luoghi distinti; Zannone è disabitata e si raggiunge in barca. Sabaudia sta al centro della fascia costiera ed è la base pratica.

Verificato su Ente Parco Nazionale del Circeo, ottobre 2026.

Quando visitare

L'autunno è qui la stagione da intenditori, e non per poco. Le piscine della foresta — aree paludose temporanee — si formano in autunno per accumulo di acqua piovana e sono una delle cose che rendono questa foresta diversa da ogni altra in Italia. Negli stessi mesi fiorisce in modo spettacolare l'erica di Zannone. E in autunno il mare deposita sulla spiaggia le barchette di San Pietro, meduse simili a piccole barche a vela che tingono la sabbia di azzurrino.

Per gli uccelli bisogna andarci durante i passi. I laghi tengono gli acquatici per tutti i mesi freschi, e il promontorio è attraversato da gran numero di rapaci e di altri migratori, con migliaia di uccelli che sostano anche su Zannone. Il posto dove fermarsi è Pantani dell'Inferno, di fronte al lago di Caprolace.

La primavera va bene per il promontorio e per le camminate in foresta: il clima è tipicamente mediterraneo, il Quarto caldo sul versante sud è soleggiato tutto l'anno e più avanti diventa davvero caldo, e la duna è per costituzione un luogo di temperature alte, lunghe siccità e venti forti.

La piena estate è l'unico periodo su cui pensarci due volte. Le spiagge della duna si riempiono, la strada costiera in cresta è edificata di ville, e il caldo sul versante meridionale non perdona. Venendo allora, meglio fare la foresta presto e lasciar stare il terreno scoperto.