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Villa Farnesina in Roma - Goparoo

Villa Farnesina

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Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026
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Panoramica

La Villa Farnesina è una villa suburbana rinascimentale sulla via della Lungara, a Trastevere, costruita fra il 1506 e il 1510 per Agostino Chigi, il banchiere senese tesoriere di papa Giulio II e, all’epoca, probabilmente l’uomo privato più ricco di Roma.

Era un tipo di edificio nuovo. Un palazzo rinascimentale dava sulla strada ed era in sostanza un castello difensivo decorato: un blocco rettangolare con basamento bugnato chiuso attorno a un cortile. Questa fu pensata arieggiata e rivolta all’esterno, secondaria rispetto al Palazzo Chigi in città e destinata al piacere più che agli affari. Baldassare Peruzzi, senese allievo del Bramante e forse aiutato da Giuliano da Sangallo, la progettò e la costruì a U, con una loggia a cinque campate fra i bracci; l’ingresso principale originario passava per quella loggia aperta verso nord.

La sua fama nasce dal fatto che gli affreschi sono ancora dove furono dipinti. Chigi commissionò la decorazione a Raffaello, Sebastiano del Piombo, Giulio Romano e il Sodoma, su temi tratti dalle Stanze del poeta Angelo Poliziano, della cerchia di Lorenzo de’ Medici. L’opera di Raffaello al piano terra — la loggia di Amore e Psiche e il Trionfo di Galatea — è il motivo per cui quasi tutti vengono.

La villa è oggi dello Stato italiano e ospita l’Accademia Nazionale dei Lincei, una delle più antiche accademie scientifiche del mondo. Le sale principali sono visitabili.

Introduzione

La Villa Farnesina è una villa suburbana rinascimentale sulla via della Lungara, a Trastevere, costruita fra il 1506 e il 1510 per Agostino Chigi, il banchiere senese tesoriere di papa Giulio II e, all’epoca, probabilmente l’uomo privato più ricco di Roma.

Era un tipo di edificio nuovo. Un palazzo rinascimentale dava sulla strada ed era in sostanza un castello difensivo decorato: un blocco rettangolare con basamento bugnato chiuso attorno a un cortile. Questa fu pensata arieggiata e rivolta all’esterno, secondaria rispetto al Palazzo Chigi in città e destinata al piacere più che agli affari. Baldassare Peruzzi, senese allievo del Bramante e forse aiutato da Giuliano da Sangallo, la progettò e la costruì a U, con una loggia a cinque campate fra i bracci; l’ingresso principale originario passava per quella loggia aperta verso nord.

La sua fama nasce dal fatto che gli affreschi sono ancora dove furono dipinti. Chigi commissionò la decorazione a Raffaello, Sebastiano del Piombo, Giulio Romano e il Sodoma, su temi tratti dalle Stanze del poeta Angelo Poliziano, della cerchia di Lorenzo de’ Medici. L’opera di Raffaello al piano terra — la loggia di Amore e Psiche e il Trionfo di Galatea — è il motivo per cui quasi tutti vengono.

La villa è oggi dello Stato italiano e ospita l’Accademia Nazionale dei Lincei, una delle più antiche accademie scientifiche del mondo. Le sale principali sono visitabili.

Architettura

Era un tipo di edificio nuovo, e la novità si legge dal giardino. Un palazzo rinascimentale dell’epoca dava sulla strada ed era di fatto un castello difensivo decorato: un blocco rettangolare con basamento bugnato, chiuso attorno a un cortile. La Villa Farnesina fu pensata arieggiata e rivolta verso l’esterno: una villa suburbana, secondaria rispetto al Palazzo Chigi in città, per il piacere e non per gli affari.

La pianta è una U con una loggia al centro. Baldassare Peruzzi — senese, allievo del Bramante, forse aiutato da Giuliano da Sangallo — collocò una loggia a cinque campate fra due bracci sporgenti. Quella loggia era l’ingresso principale originario ed era aperta verso nord: si entrava attraverso una sala dipinta e per metà all’aperto.

La decorazione era la committenza, non un ripensamento. Chigi chiamò Raffaello, Sebastiano del Piombo, Giulio Romano e il Sodoma, su temi tratti dalle Stanze di Angelo Poliziano, poeta della cerchia di Lorenzo de’ Medici: il che dice il registro su cui la villa era intonata. I soggetti sono classici e profani dall’inizio alla fine, in una città in cui quasi ogni grande ciclo ad affresco del periodo è religioso.

E un soffitto è un documento astronomico. La volta della loggia di Galatea porta un oroscopo con la posizione degli astri, letto come il tema natale di Chigi. È insieme decorazione, affermazione di destino e testimonianza astronomica databile.

Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo

Fu tirata su in quattro anni, per un uomo solo, con soldi che non erano un problema. Agostino Chigi era un banchiere senese e tesoriere di papa Giulio II, e la villa fu costruita per lui fra il 1506 e il 1510 da Baldassare Peruzzi, artista senese allievo del Bramante, forse con l’aiuto di Giuliano da Sangallo. Non fu mai la sua casa principale — quella era il Palazzo Chigi in città — ed è la chiave del progetto: questo edificio non aveva doveri civili da assolvere.

La forma rompeva con l’aspetto che aveva la casa di un ricco. I palazzi rinascimentali dell’epoca davano sulla strada ed erano versioni decorate di castelli difensivi: blocchi rettangolari con basamenti bugnati, chiusi attorno a un cortile e voltati di spalle all’esterno. Peruzzi costruì invece una U, con una loggia a cinque campate fra i bracci e l’ingresso principale attraverso quella loggia, aperta a nord. L’edificio guarda fuori e non dentro: è questo a farne una villa suburbana e non un piccolo palazzo.

La campagna pittorica seguì subito e in pratica non si fermò. Chigi incaricò Raffaello, Sebastiano del Piombo, Giulio Romano e il Sodoma di affrescare gli interni su temi tratti dalle Stanze del Poliziano. Poiché la villa fu decorata per il suo proprietario in un unico programma continuo e non accumulando quadri per generazioni, gli affreschi sono ancora in situ: dipinti sulle pareti delle sale per cui erano pensati, e per questo non si possono prestare, spostare né incorniciare diversamente — vederli significa venire qui.

Un pezzo del progetto non fu mai realizzato. Era previsto un ponte sul Tevere per collegare la villa alla proprietà Chigi sull’altra sponda. Non fu mai completato, e la villa rimase dalla sua parte del fiume.

La sua sopravvivenza è la storia di proprietari che non avevano motivo di cambiarla. La villa passò ai Borbone di Napoli e nel all’ambasciatore di Spagna a Roma, Bermudez de Castro, duca di Ripalta: una sequenza di proprietari abbastanza ricchi da mantenere una villa affrescata e senza alcun bisogno di convertirla. Oggi è dello Stato italiano e ospita l’Accademia Nazionale dei Lincei; fino al vi si trovava anche il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe dell’Istituto Nazionale per la Grafica.

Domande Frequenti

A che ora chiude? Alle 14.00, dal lunedì al sabato, con ultimo ingresso alle 13.15. Non c’è apertura pomeridiana.

È aperta la domenica? No, tranne la seconda domenica di ogni mese, quando apre 9.00-17.00 con ultimo ingresso alle 16.15 e tiene un concerto alle 11.30.

Quanto costa? €12,00 intero, €10,00 ridotto, €7,00 per lo studente singolo dai 10 ai 18 anni, €5,00 per studente in gruppo scuola. L’app costa €3,00.

Posso avere una riduzione? Sì, e quasi tutti i visitatori di Roma ne hanno diritto a una. Una membership card del Parco archeologico del Colosseo o un biglietto del Museo Nazionale Romano la portano a €10,00, e un biglietto dei Musei Vaticani vidimato nei sette giorni precedenti dà una riduzione.

Si possono fare fotografie? Fotografie senza flash sì. Video no: né dentro, né fuori, né nelle aperture straordinarie della domenica.

Qual è l’affresco famoso? Il Trionfo di Galatea di Raffaello, uno dei suoi pochissimi dipinti puramente profani, con la loggia di Amore e Psiche sullo stesso piano.

Che cosa c’è sul soffitto? Una volta oroscopo nella loggia di Galatea, con la posizione degli astri, letta come il tema natale di Agostino Chigi.

Chi l’ha costruita e perché? Baldassare Peruzzi, fra il 1506 e il 1510, per Agostino Chigi — il banchiere senese tesoriere di papa Giulio II — come villa suburbana di delizie arieggiata, molto diversa dai palazzi urbani fortificati dell’epoca.

Di chi è oggi? Dello Stato italiano. Ospita l’Accademia Nazionale dei Lincei, ed è per questo che gli orari sembrano quelli di un’accademia.

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