Musei Capitolini
Musei Capitolini caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026Il palazzo
I Musei Capitolini sono due palazzi che si fronteggiano su una piazza, non un edificio unico. Il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo stanno l'uno di fronte all'altro su piazza del Campidoglio, la piazza disegnata da Michelangelo: così la visita passa all'aperto, e le due ali si rispondono attraverso di essa.
In mezzo a quella piazza c'è un cavaliere, ed è una copia. La statua di Marco Aurelio fu sostituita da una copia nel 1996, che i musei descrivono come perfettamente conforme nei volumi ma non nella doratura. Tiene il centro della pavimentazione senza prendere la luce come faceva l'originale.
Il cortile è dove la scala si annuncia, a pezzi. Frammenti colossali sono appoggiati alle pareti: una testa, una mano, un piede di una misura che non spiega nulla di ciò che hanno intorno. Dal 6 febbraio 2024 una ricostruzione a grandezza naturale del Colosso di Costantino sta nei giardini di Villa Caffarelli, ed è la prima occasione, per quasi tutti, di vedere a cosa appartenessero quei frammenti.
Dentro, un bronzo è l'emblema stesso della città. La Lupa Capitolina è ritenuta opera etrusca del V secolo a.C., e il dettaglio che riordina tutta l'immagine è che la statua originale non comprendeva i gemelli: Romolo e Remo furono aggiunti dopo, sotto un animale fatto senza di loro.
Sale di teste ritratto lasciano il posto a singoli oggetti celebri. Il Bruto Capitolino; le statue di Giulio Cesare e del Navarca; la Lex de imperio Vespasiani come bronzo iscritto; il Mosaico delle Colombe; il San Giovanni Battista di Caravaggio; e tre grandi pannelli ad altorilievo con scene della vita di Marco Aurelio, acquistati nel 1515.
Un pezzo medievale è facile da oltrepassare e merita una sosta. Il Ritratto di Carlo I d'Angiò di Arnolfo di Cambio, del 1277: registrato come il primo ritratto dal vero di un personaggio vivente scolpito in Europa.
Poi il percorso scende e la veduta cambia del tutto. Il Tabularium sotto il complesso era già stato scelto come sede del Comune di Roma nel 1144, il che lo rende il più antico municipio del mondo. I suoi archi si aprono sul Foro Romano: si passa così da una galleria di teste di marmo a un affaccio sulle rovine senza tornare fuori.
Un'ala più recente è stata ricavata per accogliere l'originale del cavaliere. L'Esedra di Marco Aurelio è stata aggiunta nel 2005: una sala alta e illuminata dall'alto, moderna e nuda rispetto a tutto il resto.
È aperto più a lungo di quasi tutta Roma. Ogni giorno, 9.30-19.30, con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura — e l'istituzione è pubblica dal 1734, quando Clemente XII la aprì, cosa che la rende il più antico museo pubblico del mondo. La collezione risale al 1471 e a una donazione di bronzi antichi di Sisto IV.
Punti salienti
La Lupa Capitolina
Il simbolo di Roma, una lupa di bronzo che ha appena partorito. Ritenuta per molto tempo opera etrusca del V secolo a.C.; i gemelli Romolo e Remo furono aggiunti nel Quattrocento e sono attribuiti ad Antonio del Pollaiolo. Alcuni restauratori hanno poi sostenuto che la lupa stessa sia medievale, del XII secolo, e la questione non è chiusa: cosa che la rende un oggetto più interessante, non meno.
Il Marco Aurelio equestre
Il bronzo originale, al coperto dal 1996. Sopravvisse al Medioevo perché lo si credeva l’imperatore Costantino, sfuggendo così alla fusione; quello in piazza è una copia fedele nei volumi ma non nella doratura.
Il Colosso di Costantino
Frammenti del IV secolo nel cortile — la testa, una mano, un piede, una rotula — di una figura seduta che stava nella Basilica di Massenzio. Dal febbraio 2024 una ricostruzione in scala reale sta nei giardini di Villa Caffarelli, ed è ciò che rende comprensibili i frammenti.
Il Galata morente e lo Spinario. Il primo è fra le sculture più copiate d’Europa; il secondo, un ragazzo che si toglie una spina dal piede, veniva dalla donazione fondativa del 1471.
Il Ritratto di Carlo I d’Angiò di Arnolfo di Cambio, del 1277. Il primo ritratto dal vero di un personaggio vivente scolpito in Europa giunto fino a noi dall’età post-classica. È un oggetto davvero sorprendente da incontrare in una sala di marmi romani.
La pinacoteca e il Mosaico delle Colombe
La Pinacoteca Capitolina conserva un Caravaggio, il San Giovanni Battista, fra pittura veneta e barocca. Il Mosaico delle Colombe è romano e fra i più belli del suo genere.
La Lex de imperio Vespasiani e il Bruto Capitolino,
Entrambi entrati nella seconda metà del Cinquecento, accanto alle statue di Giulio Cesare e del Navarca.
