Galleria Borghese
Galleria Borghese caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026La residenza
La Galleria Borghese è una villa sola, non l'ala di un museo più grande, e contiene il numero di persone per cui è stata costruita. Entrano al massimo 180 visitatori per turno, a ogni ora, per una visita di due ore: così le sale sono abbastanza quiete per girare attorno a una statua, cosa che a Roma è quasi unica.
L'edificio nacque come casino di delizie fuori città. Il Casino Borghese fu eretto in un'area che nel Seicento stava fuori dalle mura di Roma, con l'accesso più vicino alla Porta del Popolo. Nel 1644 John Evelyn la definiva "un Eliso di delizie", con "fontane di varia invenzione, boschetti e piccoli ruscelli d'acqua".
Dentro, la scultura sta libera in mezzo alla sala e la volta sopra è dipinta con la stessa storia. La Sala III accoglie l'Apollo e Dafne del Bernini sotto una volta dipinta con Apollo e Dafne, realizzata alla fine del Settecento. Nella Sala VIII il gruppo del Sileno che porta Bacco bambino fu collocato al centro: per questo la sala si chiama Sala del Sileno.
Le pareti sono lavorate in prospettiva e le nicchie sono piene. Vi stanno statue antiche, fra cui l'Artemide Borghese, originale greco del IV secolo, inquadrate dalle architetture prospettiche a grottesche dipinte dal senese Giovan Battista Marchetti (1730-1800).
Guardate in basso, perché i pavimenti fanno parte della collezione. Tre frammenti di mosaico raffigurano mascheroni di Oceano e altre personificazioni marine, e un calendario romano a mosaico risale alla prima metà del III secolo. Altrove un mosaico romano del II secolo con una scena di pesca e sarcofagi greci del II secolo.
Una sala è volutamente estranea alle altre. La Sala Egizia VII fu realizzata fra il 1778 e il 1782 su disegno di Antonio Asprucci; la sua intera campagna decorativa corse dal 1778 al 1780, mescolando materiali preziosi e le tecniche più avanzate dell'epoca.
Al piano superiore il registro passa dal marmo alla tela. Il Ritratto di gentiluomo di Lorenzo Lotto del 1535, l'Ultima Cena di Bassano del 1546, la Caccia di Diana di Domenichino del 1617, il Sansone in carcere di Annibale Carracci e un autoritratto del Bernini.
La famiglia è presente come volti. Fra i busti ritratto uno di papa Paolo V e due del cardinale Scipione Borghese, del 1632: il cardinale, nipote di Paolo V, che avviò la collezione.
E ci sono assenze che si sentono. Nel 1808 il principe Camillo Borghese, cognato di Napoleone, fu costretto a vendere all'imperatore le sculture e le antichità romane Borghese. Quello che c'è è una parte sostanziale della collezione, non tutta.
Punti salienti
I gruppi di Bernini, nelle sale per cui sono nati
Apollo e Dafne (1622–1625), il Ratto di Proserpina e il David furono commissionati da Scipione Borghese per questo edificio. Sono scolpiti per essere girati attorno, e l’avvicinamento previsto conta: Apollo e Dafne è composto perché la metamorfosi si riveli camminando, non da un punto fisso.
Sei Caravaggio
Fra cui il Ragazzo con canestro di frutta, il San Girolamo e il tardo Davide con la testa di Golia. Scipione Borghese fu un collezionista precoce e aggressivo di un pittore che all’epoca aveva guai giudiziari.
La Paolina Borghese come Venere vincitrice di Canova. La sorella di Napoleone, entrata nella famiglia che vendette le antichità a suo fratello, distesa come Venere. Qui biografia e marmo non si separano.
Raffaello e Tiziano al piano superiore
La Deposizione di Raffaello e l’Amor sacro e amor profano di Tiziano reggono il piano della pittura, accanto al Ritratto di gentiluomo di Lorenzo Lotto (1535), all’Ultima Cena di Bassano (1546) e alla Caccia di Diana di Domenichino (1617).
L’antico che è rimasto
L’Artemide Borghese, originale greco del IV secolo a.C., sta in una nicchia disegnata da Asprucci; il gruppo lisippeo del Sileno con Bacco bambino dà il nome alla Sala VIII. Un mosaico romano del II secolo con scena di pesca e sarcofagi greci dello stesso secolo sono inseriti nelle murature.
L’autoritratto di Bernini
Facile passargli davanti fra i dipinti del Seicento, e vale la pena non farlo: lo scultore dei tre gruppi al piano di sotto, ritratto da sé stesso.
