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Museo e Cripta dei Cappuccini in Roma - Goparoo

Museo e Cripta dei Cappuccini

Scopri Museo e Cripta dei Cappuccini

Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026
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Panoramica

Santa Maria della Concezione dei Cappuccini si trova in via Vittorio Veneto, poco a nord di piazza Barberini, ed è la prima chiesa romana dedicata all’Immacolata Concezione. Papa Urbano VIII ne benedisse la prima pietra il , e a costruirla fu il fratello cappuccino, il cardinale Antonio Marcello Barberini. La prima messa fu celebrata l’8 settembre 1630 e la costruzione si concluse nel .

Ciò che attira i visitatori sta sotto. Nel 1631 il cardinale Barberini ordinò di riesumare i resti di migliaia di frati cappuccini e di trasferirli dal convento di via dei Lucchesi nella cripta sotto la chiesa. È un corridoio lungo una trentina di metri, affiancato oggi da sei ambienti — Wikipedia conta cinque cappelle, i frati stessi parlano di sei — in cui sono raccolti i resti di circa 3.700 defunti, per lo più frati cappuccini. È illuminato solo da una luce naturale fioca che filtra dalle fessure e da piccole lampade, e le pareti sono decorate con quei resti in modo elaborato: alcuni scheletri interi e avvolti nel saio francescano, ma per la maggior parte singole ossa usate per comporre disegni ornamentali. La tradizione vuole che la terra di questo cimitero sia terra santa, portata qui dalla Palestina o addirittura da Gerusalemme.

Non fu fatto per impressionare. La cripta nasce in un’epoca di devozione ricca e creativa attorno ai morti, quando i grandi maestri spirituali meditavano e predicavano con un teschio in mano. Una lapide in una cappella lo dice senza giri di parole, in tre lingue: «Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete».

La sua fama rivaleggiò un tempo con quella delle Catacombe, e l’ossario di Sedlec in Repubblica Ceca e la Cappella dei Teschi in Polonia sarebbero stati ispirati da essa. Sopra terra, chiesa e museo dei frati conservano dipinti di Guido Reni, Domenichino, Andrea Sacchi e — in attribuzione — Caravaggio.

Introduzione

Santa Maria della Concezione dei Cappuccini si trova in via Vittorio Veneto, poco a nord di piazza Barberini, ed è la prima chiesa romana dedicata all’Immacolata Concezione. Papa Urbano VIII ne benedisse la prima pietra il , e a costruirla fu il fratello cappuccino, il cardinale Antonio Marcello Barberini. La prima messa fu celebrata l’8 settembre 1630 e la costruzione si concluse nel .

Ciò che attira i visitatori sta sotto. Nel 1631 il cardinale Barberini ordinò di riesumare i resti di migliaia di frati cappuccini e di trasferirli dal convento di via dei Lucchesi nella cripta sotto la chiesa. È un corridoio lungo una trentina di metri, affiancato oggi da sei ambienti — Wikipedia conta cinque cappelle, i frati stessi parlano di sei — in cui sono raccolti i resti di circa 3.700 defunti, per lo più frati cappuccini. È illuminato solo da una luce naturale fioca che filtra dalle fessure e da piccole lampade, e le pareti sono decorate con quei resti in modo elaborato: alcuni scheletri interi e avvolti nel saio francescano, ma per la maggior parte singole ossa usate per comporre disegni ornamentali. La tradizione vuole che la terra di questo cimitero sia terra santa, portata qui dalla Palestina o addirittura da Gerusalemme.

Non fu fatto per impressionare. La cripta nasce in un’epoca di devozione ricca e creativa attorno ai morti, quando i grandi maestri spirituali meditavano e predicavano con un teschio in mano. Una lapide in una cappella lo dice senza giri di parole, in tre lingue: «Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete».

La sua fama rivaleggiò un tempo con quella delle Catacombe, e l’ossario di Sedlec in Repubblica Ceca e la Cappella dei Teschi in Polonia sarebbero stati ispirati da essa. Sopra terra, chiesa e museo dei frati conservano dipinti di Guido Reni, Domenichino, Andrea Sacchi e — in attribuzione — Caravaggio.

Architettura

Sopra terra è una chiesa barocca sobria, e lo è per scelta. Una facciata in laterizio con lesene in pietra bianca si alza sopra una scala a forbice; dentro c’è una navata unica con cinque cappelle per lato e l’Assunzione di Liborio Coccetti sulla volta a botte. I cappuccini sono un ordine francescano riformato votato alla povertà, e l’edificio lo dichiara: non è un pezzo di rappresentanza dei Barberini, benché sia una committenza Barberini.

L’unico gesto sontuoso è l’altare. Urbano VIII fece costruire in marmo l’altare maggiore, e il suo stemma sta alla base delle due colonne. La pala, La Concezione, è di Gioacchino Bombelli, copia da un originale di Lanfranco distrutto da un incendio.

La vera architettura è la cripta, ed è fatta di persone. Cinque cappelle sotto la chiesa, illuminate solo da una luce naturale fioca che filtra dalle fessure e da piccole lampade. Le pareti sono decorate con i resti di migliaia di frati: alcuni scheletri interi e avvolti nel saio francescano, ma per la maggior parte singole ossa disposte in elaborati disegni ornamentali — un’opera d’arte macabra, composta da una comunità con la comunità stessa.

Era devozione, non teatro. La cripta nasce in un’epoca di devozione ricca e creativa attorno ai morti, quando i grandi maestri spirituali meditavano e predicavano con un teschio in mano. La lapide trilingue enuncia la tesi: quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete.

Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo

Fu costruita in fretta, dal fratello di un papa, per un ordine povero. Papa Urbano VIII benedisse la prima pietra il , e il fratello, il cardinale Antonio Marcello Barberini — cappuccino — si assunse la costruzione su progetto degli architetti Felice Antonio Casoni e Michele da Bergamo. La prima messa fu celebrata l’ e l’edificio fu completato nel : cinque anni dalla pietra alla fine, per una chiesa a navata unica con dieci cappelle laterali.

La cripta fu allestita nell’anno stesso in cui la chiesa fu finita, e allestita con la comunità stessa. Nel 1631 il cardinale Barberini ordinò di riesumare i resti di migliaia di frati cappuccini dal convento di via dei Lucchesi e di trasferirli nello spazio sotto la nuova chiesa. Le ossa non furono depositate: furono usate, lavorate in disegni ornamentali su pareti e volte di cinque cappelle, con alcuni scheletri lasciati interi nel saio.

L’illuminazione non fu mai migliorata, e questa è una decisione. Le cappelle sono illuminate solo da una luce fioca che filtra dalle fessure, integrata da piccole lampade. Altrove sembrerebbe incuria; qui è la condizione per cui l’allestimento è stato pensato.

La chiesa sopra si riempì nei decenni successivi. Il San Michele di Reni fu commissionato nel 1630 e finito nel 1636; Taddeo Barberini commissionò la Trasfigurazione di Balassi; Lanfranco, Domenichino, Baccio Ciarpi, Gerard van Honthorst e Andrea Sacchi riempirono le altre cappelle. L’altare maggiore in marmo fu ordinato da Urbano VIII, e il suo stemma è ai piedi delle colonne.

L’ultimo cambiamento è il museo. I frati hanno aggiunto accanto alla cripta sale espositive con i dipinti e gli oggetti dell’ordine — fra cui un San Francesco in meditazione attribuito a Caravaggio — così il percorso attuale va prima al museo e poi alla cripta, il contrario dell’ordine che quasi tutti si aspettano.

Domande Frequenti

Che cos’è la Cripta dei Cappuccini? Cinque cappelle sotto la chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, decorate con i resti di migliaia di frati cappuccini, portati qui nel 1631 dal convento di via dei Lucchesi.

Quali sono gli orari? Tutti i giorni, 9.30-13.30 e 14.30-18.30, con ultimi ingressi alle 12.30 e alle 17.30. Fra le due fasce chiude un’ora.

Quanto costa? €10,00 intero, €6,50 ridotto, €7,50 a persona per gruppi di almeno dieci. L’audioguida è compresa. L’acquisto online aggiunge €1,50 per biglietto.

Conviene prenotare online? No: qui costa di più, €1,50 a biglietto. È il contrario del MAXXI, nella stessa città.

È gratis per le guide turistiche? Le guide nazionali con tesserino professionale entrano gratis; le guide internazionali con tesserino hanno il ridotto. L’ente gestore distingue i due casi.

È adatto ai bambini? I bambini fino a 6 anni inclusi entrano gratis, ma la cripta è un ossario ed è presentata come tale: la scelta spetta ai genitori.

Che cos’è la lapide? In una cappella, in tre lingue: «Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete». Un memento mori, ed è la ragione per cui la cripta esiste.

C’è un Caravaggio? Il museo conserva un San Francesco in meditazione attribuito a Caravaggio: Francesco in preghiera con il teschio fra le mani.

Qual è la storia del volto del diavolo? Il San Michele di Guido Reni, nella prima cappella a destra, fu commissionato nel 1630 e terminato nel 1636. Secondo la leggenda Reni diede a Satana i tratti del cardinale Giovanni Battista Pamphilj — poi papa Innocenzo X — per vendicarsi di un’offesa.

Ha ispirato altri ossari? L’ossario di Sedlec in Repubblica Ceca e la Cappella dei Teschi in Polonia sarebbero stati entrambi ispirati da essa.

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