
Circo Massimo
Circo Massimo Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 2 ottobre 2026Una valle usata per le corse per mille anni, poi coltivata, poi industrializzata, poi scavata, poi trasformata in prato.
Cronologia
- origini leggendarie — il Circo Massimo è collegato dalla leggenda alle origini stesse della città: qui ebbe luogo il ratto delle Sabine, uno dei primi importanti eventi della città di Roma. Impatto strutturale: nessuno, ma spiega perché la valle contasse prima ancora di essere edificata. Cosa si vede oggi: il fondovalle stesso.
- epoca dei re Tarquini — la prima sistemazione della Valle Murcia, l’ampia valle compresa fra Palatino e Aventino, per adibirla a luogo per le corse dei carri. Secondo la tradizione romana i primi ludi trionfali qui sono votati da Tarquinio il Superbo a Giove, per la vittoria su Pomezia. Impatto strutturale: la valle messa a uso; il terreno in pendenza rendeva possibili gradinate erbose già in epoca antica. Cosa si vede oggi: quegli stessi pendii, la cosa più antica del sito.
- 329 a.C. — vengono costruiti cancelli di partenza permanenti in legno: dotati di porte, dipinti con colori vivaci e sfalsati per pareggiare le distanze fra ciascuna postazione e la barriera centrale. Impatto strutturale: la prima architettura permanente sul lato piatto. Cosa si vede oggi: nulla dei carceres, ma lo sfalsamento spiega perché il Circo non sia simmetrico.
- dal 174 a.C. — i giri vengono contati con grandi uova scolpite. Impatto strutturale: arredi sulla barriera centrale. Cosa si vede oggi: il promemoria che la spina era arredo quanto muratura.
- 169 a.C. — una venatio al Circo, una di diverse nel II secolo, impiega «63 leopardi e 40 fra orsi ed elefanti», con gli spettatori presumibilmente protetti da una barriera robusta. Impatto strutturale: barriere e recinti per le cacce. Cosa si vede oggi: nulla di tutto ciò, ma la scala della valle rende credibile il numero.
- 167 a.C. — un evento più modesto: «suonatori di flauto, artisti scenici e danzatori» si esibiscono su un palco temporaneo, probabilmente eretto fra le due gradinate centrali. Impatto strutturale: strutture provvisorie, riallestite di volta in volta. Cosa si vede oggi: il motivo per non immaginare il Circo sempre gremito: gran parte del suo uso fu modesta.
- dal 50 a.C. circa — è solo con Giulio Cesare che viene realizzato un vero e proprio circo in muratura. I suoi interventi estendono le gradinate quasi all’intero circuito della pista, a eccezione dei carceres e di un ingresso processionale all’estremità semicircolare. Impatto strutturale: il Circo diventa un edificio permanente e non una valle attrezzata. Cosa si vede oggi: il profilo che si percorre, che è in sostanza quello di Cesare.
- 33 a.C. — viene aggiunto un ulteriore sistema di grandi contagiri in bronzo a forma di delfino. Impatto strutturale: altri arredi sulla spina. Cosa si vede oggi: sparito, ma vale la pena immaginarlo al centro guardando lungo la pista.
- 31 a.C. — le gradinate di legno sono danneggiate da un incendio, durante o dopo la costruzione; il danno è probabilmente riparato da Augusto. Impatto strutturale: il primo degli incendi documentati. Cosa si vede oggi: la spiegazione del perché nulla di ligneo sia sopravvissuto.
- sotto Augusto — il pulvinar è costruito su scala monumentale, un santuario o tempio elevato molto al di sopra dei posti a bordo pista; talvolta, mentre i giochi sono in corso, Augusto assiste da lì, accanto agli dèi. Un obelisco è portato da Eliopoli a enorme spesa ed eretto a metà della barriera centrale. Impatto strutturale: il Circo acquista un fulcro religioso e imperiale. Cosa si vede oggi: nessuno dei due è rimasto in loco, ed è per questo che vale la pena immaginare arredata la linea centrale vuota.
- tarda Repubblica o prima età imperiale — i carceres sono dodici. Impatto strutturale: il formato della corsa fissato a dodici. Cosa si vede oggi: l’estremità piatta della valle, dove stavano.
- — un incendio sembra partire dalla bottega di un cestaio sotto le gradinate, sul lato dell’Aventino. Impatto strutturale: danni sul fianco aventino. Cosa si vede oggi: la prova che le gradinate ospitavano botteghe e officine: il Circo era una strada oltre che uno stadio.
- — sotto Nerone un incendio scoppia all’estremità semicircolare del Circo, divora gradinate e botteghe e distrugge gran parte della città. Impatto strutturale: catastrofico. Cosa si vede oggi: l’estremità curva da cui partì.
- fine I secolo d.C. — la barriera centrale è costituita da una serie di bacini d’acqua, oppure da un unico corso d’acqua scoperto in alcuni punti e coperto da ponti in altri. Impatto strutturale: la spina della pista ricostruita in acqua. Cosa si vede oggi: la linea mediana del parco, che la barriera occupava.
- sotto Traiano — devastato più volte dal fuoco, il Circo è ricostruito quasi integralmente sotto il principato di Traiano, alla cui fase appartiene la maggior parte delle strutture attualmente visibili; trova la sua forma definitiva, poi immutata salvo alcune aggiunte monumentali di imperatori successivi. Plinio sostiene che i lavori guadagnarono altri 5.000 posti. Impatto strutturale: l’edificio finale. Cosa si vede oggi: quasi tutto ciò che è in piedi.
- — la più spettacolare delle aggiunte imperiali successive: l’erezione del gigantesco obelisco portato a Roma da Costante II, ora al Laterano. Impatto strutturale: un secondo obelisco sulla spina, dopo quello di Augusto. Cosa si vede oggi: non qui: si trova dall’altra parte della città.
- inizio VI secolo — il Circo rimane in attività fino ai primi decenni del VI secolo; le ultime corse documentate sono tenute da Totila nel . Impatto strutturale: la fine della sua vita operativa, dopo circa un millennio. Cosa si vede oggi: l’inizio della lunga spoliazione che portò via quasi tutta la pietra.
- dopo il VI secolo — il sito è utilizzato come area agricola. Impatto strutturale: le rovine sepolte e arate attorno. Cosa si vede oggi: il motivo per cui i livelli antichi si sono conservati: nessuno vi costruì sopra.
- dall’XIX secolo — la valle diventa sede degli impianti del Gazometro, oltre che di magazzini, manifatture, imprese artigianali e abitazioni, fino agli inizi del Novecento, quando si avviano i lavori per la passeggiata archeologica. Impatto strutturale: occupazione industriale di uno stadio romano. Cosa si vede oggi: nulla di tutto ciò, che è di per sé il risultato.
- anni Trenta — grandi opere di scavo mettono in luce buona parte dell’emiciclo e i resti dell’Arco di Tito. L’area è poi ceduta al Partito Nazionale Fascista, che la utilizzò per i suoi eventi per l’alto valore simbolico, e nello spazio del circo si organizzano le grandi mostre del 1937-40: del tessile, del minerale, delle colonie estive. Impatto strutturale: l’area archeologica come esiste oggi. Cosa si vede oggi: esattamente questo: la zona a pagamento all’estremità curva è lo scavo degli anni Trenta.
- immediato dopoguerra — il sito ritorna uno spazio a verde, in cui le strutture antiche sono sostanzialmente abbandonate. Impatto strutturale: incuria. Cosa si vede oggi: il parco, e il motivo per cui le sue rovine sembrano erose anziché curate.
- oggi — il sito funziona come un’ampia area a parco, aperta al pubblico e spesso usata per concerti, incontri e celebrazioni, mentre l’area archeologica è aperta con ingresso contingentato e prenotazione fortemente consigliata. Impatto strutturale: nessuno; la pietra se n’è andata da secoli. Cosa si vede oggi: erba nella forma di un ippodromo, gratuita e aperta a ogni ora, con una finestra a pagamento sull’edificio stesso.
Verificato su Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ottobre 2026.