
Terracina
Terracina: costruzione e trasformazioni nel tempo
Due opere romane definiscono Terracina, ed entrambe rispondevano allo stesso terreno.
La prima è religiosa e va verso l'alto. Il Tempio di Giove Anxur sta sulla sommità del Monte Sant'Angelo affacciata sul mare, a 226 m s.l.m. sopra il centro storico: un tempio al dio tutelare della città collocato dove potesse essere visto dal mare e dalla pianura.
La seconda è civile e va verso il basso, e ci vollero quattro secoli per farla bene. La via Appia, costruita nel 312 a.C., dapprima valicava il colle dietro il promontorio con salita e discesa ripide. Nel 184 a.C. il censore Lucio Valerio Flacco tentò un terrapieno gettato in mare. Fu probabilmente solo ai primi tempi di Traiano, fra il 98 e il 117 d.C., che un taglio nella roccia ai piedi del promontorio risolse il problema.
Quel taglio è a Pisco Montano, l'imponente rupe calcarea di 128,8 metri staccata dal Monte Sant'Angelo, e i Romani vi misurarono il proprio lavoro: la profondità è segnata sulla parete verticale a intervalli di dieci piedi romani, con il segno più basso, circa un metro sopra la strada attuale, che recita CXX — trentasei metri.
Fra tempio e taglio, la città stessa si sviluppa da una propaggine dello stesso monte, con le spiagge distese ai due lati.