
Subiaco
Subiaco historical timeline
Storia
Fra i primi abitanti antichi della zona ci furono gli Equi, popolo italico. Nel 304 a.C. furono sconfitti dai Romani, che introdussero la propria civiltà e sfruttarono le acque dell'Aniene.
Nerone vi fece costruire una villa sontuosa, e i laghi artificiali creati per essa diedero il nome al luogo: in latino Sublaqueum, "sotto i laghi". La maggiore delle tre dighe di Subiaco fu la più alta del mondo fino alla sua distruzione nel 1305. Dopo la caduta dell'Impero romano la villa e l'abitato furono abbandonati e divennero rovine quasi dimenticate.
Intorno al 494 Benedetto da Norcia si ritirò dal mondo e visse tre anni in una grotta sopra l'Aniene, rifornito del necessario da un monaco, Romano. Da quell'antro Benedetto elaborò i principi e l'organizzazione dell'ordine benedettino. Fondò nella zona sublacense tredici monasteri per dare ospitalità ai suoi primi discepoli, provenienti in parte dalla nobiltà romana, ponendo dodici monaci in ciascuno.
Dei tredici è rimasto solo Santa Scolastica, inizialmente dedicato a San Silvestro, che vanta il titolo di Protocenobio della Congregazione Sublacense dell'Ordine benedettino. Gli altri andarono distrutti o furono abbandonati. Nel XII secolo, per iniziativa degli abati, fu costruito il santuario-monastero del Sacro Speco, eretto sopra l'originaria memoria del Santo.
Nel IX secolo il monastero di Santa Scolastica subì due devastazioni da parte dei saraceni. Nel X ricevette donazioni da diversi papi che ne ingrandirono il territorio, e negli XI e XII secoli, con il favore pontificio, conobbe un periodo di grande splendore, diventando feudo assai ambito per la sua potenza economica e politica.
Nel 1465 l'abbazia fu probabilmente il primo luogo in Italia dotato di una pressa per la stampa di libri, fondata al suo interno dai tedeschi Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz.
Le continue lotte con le famiglie feudali portarono tuttavia alla decadenza. Eretta in commenda nel 1456, l'abbazia passò nel 1467 a Rodrigo Borgia, futuro Alessandro VI, e successivamente ai Colonna, ai Borghese e ai Barberini.
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