
San Felice Circeo
San Felice Circeo: Cultura
La cultura di San Felice Circeo si fonda su un'identificazione fra una forma del terreno e un mito, e l'identificazione non è decorativa.
Il promontorio si legge come una persona. Da Anzio mostra il profilo di una donna sdraiata, riconosciuta nella maga Circe, con la vetta chiamata Picco di Circe come suo naso. Da Gaeta la stessa massa appare come un'isola: l'antica Isola Eea, l'Eea che Omero assegnò a Circe. La vicina isola di Ponza avanza la pretesa opposta: la grotta sulla sua costa occidentale si chiama Grotta della Maga Circe, e là la tradizione vuole che la maga passasse l'inverno nella caverna e l'estate sul Monte Circeo, sulla terraferma. I due luoghi si dividono una sola leggenda.
Sotto il mito c'è una presenza assai più antica. Questo è uno dei più antichi siti neandertaliani d'Italia, e il cranio ritualmente disposto della Grotta Guattari significa che il promontorio ha avuto un senso per i suoi abitanti per cinquanta millenni.
Il paese moderno è ufficialmente riconosciuto fra i Borghi più belli d'Italia, e vive dentro il Parco nazionale del Circeo.
E il comune è diviso tra due paesaggi molto diversi: un promontorio calcareo di sei chilometri e una pianura di sabbia bonificata entro la memoria di chi vive.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.