
Cerveteri
Cerveteri: Cultura
La cultura di Cerveteri è definita da una sproporzione: un comune di trentottomila abitanti sta sull'angolo di una città che era più di quindici volte più estesa dell'abitato moderno.
L'eredità etrusca è architettonica più che pittorica, ed è questo il suo contributo distintivo. Le tombe della Banditaccia sono scavate nel tufo e per la maggior parte riprendono l'architettura greca: sono costruite come stanze, con travi, capitelli, sedie e, in un caso, l'intero corredo di oggetti di una casa reso a stucco. Conservano l'aspetto delle case etrusche, cosa che nessun edificio in elevato fa.
C'è poi un secondo filo, lungo e scomodo: il commercio di ciò che ne è uscito. Le tombe furono scavate in modo caotico e illegale per secoli, e le ceramiche e i gioielli oggi nei musei del mondo hanno preso quella strada. È per questo che il Sarcofago degli Sposi è celebre e che per molto altro il contesto è perduto.
Il comune è anche insolitamente disperso, comprendendo Sasso, Ceri, Borgo San Martino, I Terzi, Valcanneto, Cerenova e Campo di Mare, che vanno da borghi collinari interni a insediamenti costieri: "Cerveteri" indica quindi più luoghi assai diversi.
E il nome stesso è un atto di contabilità medievale: Caere Vetus, Caere vecchia, per distinguere la città morta da quella viva.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.