
Bomarzo
Bomarzo: Cultura
La cultura di Bomarzo è dominata da un unico atto di lutto tradotto in pietra.
Vicino Orsini — condottiero e mecenate — era molto legato alla moglie Giulia Farnese, e alla sua morte creò i giardini. Un piccolo tempio ottagonale fu aggiunto circa vent'anni dopo in suo onore. È questa l'origine emotiva di un giardino che quasi tutti vivono come bizzarro più che come luttuoso.
L'intento era esplicito e antidecorativo: il parco fu concepito non per piacere ma per stupire, e come molte opere manieriste la sua simbologia è oscura. Le sculture appaiono slegate da qualsiasi piano razionale e sparse quasi a caso, sol per sfogare il Core, come dice un'iscrizione su un obelisco.
È anche letterario. Versi italiani enigmatici di Annibale Caro, Bitussi e Cristoforo Madruzzo furono incisi nella pietra accanto alle sculture, e alcuni si sono ormai erosi.
E sotto c'è una lunga identità archeologica: un territorio intensamente popolato da Etruschi e Romani, con una piramide, necropoli e tagliate nella roccia nei boschi attorno.
Anche la sopravvivenza moderna del giardino è una storia di famiglia: invaso dalla vegetazione e trascurato per tutto l'Ottocento e buona parte del Novecento, fu restaurato dagli anni Settanta dalla famiglia Bettini e resta privato.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.